La Madonna di Pettorazza Papafava ascoltò le invocazioni del popolo che chiedeva a gran voce la salvezza di una bimba che stava annegando nel pozzo.
Nel 1911 Lucina Berton, una giovane di Pettorazza Papafava, in provincia di Rovigo, stava rientrando dal catechismo insieme alle sue compagne. In quel momento preciso stavano attraversando il ponte situato giusto sopra il canale Gorzone, e d’un tratto la bambina finì per cadere in acqua.
Alle prima grida, cominciò ad accorrere gente per salvare la piccola. Subito si cominciò a respirare una disperazione generale. Le donne del paese cominciarono allora subito, istintivamente, a invocare la Madonna per domandare la salvezza della piccola.
Come per intervento miracoloso, in quel momento di disperazione la bimba non affondò tra le acque del fiume. La corrente infatti prese Lucinda e la portò con sé, fino a farla adagiare a riva, portandola in questo modo in salvo, tra gli occhi commossi e increduli di tutto il paese che si era recato di corsa in quel luogo per tentare il salvataggio della bimba.
In quello stesso luogo si trova il Santuario di Pettorazza Papafava, intitolato alla Madonna delle Grazie. In questo luogo prodigioso si venera ancora oggi il ritratto della Vergine seduta con a fianco a sé il Bambin Gesù. L’altare nel 1945 rimase inoltre illeso in seguito a un bombardamento che distrusse tutto il circondario. Perfino il vetro dell’immagine, in quell’occasione, non ne ebbe alcun risentimento.
Da quell’evento miracoloso furono infatti numerose le grazie che si verificarono in questa zona dell’adige, come testimoniano anche le numerose tavolette votive ancora oggi presenti, richiamanti scene di vita quotidiana dei tanti devoti che si affidano all’intercessione della Madonna affinché li trascini fuori dalle situazioni di “annegamento” nella disperazione e nella tristezza.
Giovanni Bernardi
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