Il gesto sacrilego di un folle o di un iracondo lasciò un segno ancora oggi visibile sul volto della Madonna che da allora in avanti sarebbe stata chiamata «dal Bull».

In quel di Biella, sul colle di di Banchette, ai piedi del monte Rovella, sorge il Santuario della Madonna delle Grazie. A suo tempo la gente la chiamava «Madonna dal Bull», cioè «dal livido» (e vedremo perché). Il santuario si trova a 675 metri di altitudine nel comune di Bioglio, non distante dal comune di Pettinengo, nell’area naturale della Quargnasca (Parco della Rovella).
L’attuale edificio fu eretto dai Barnabiti (che lo gestiscono ancora oggi) sui resti della vecchia chiesa utilizzata nel 1630 come lazzaretto durante una pestilenza. La denominazione di Madonna dal Bull si riferisce all’affresco omonimo custodito all’interno del santuario, edificato pare alla fine del Cinquecento a seguito della profanazione del pilone su cui era effigiata l’immagine della Madonna col Bambino.
Il gesto sacrilego contro la Madonna dal Bull, si vede ancora oggi
Si narra infatti che nel 1579 un uomo si accanì contro l’affresco della Madonna raffigurato sulla colonna prendendolo a sassate. In un attacco d’ira o di follia, si rese protagonista di un gesto sacrilego colpendo con una pietra l’immagine della Vergine dipinta sul pilone votivo. Non sono note le motivazioni del gesto. Si sa che da qui nacque il soprannome di «Madonna del livido» («bull» nel dialetto locale).
Sulla fronte della Madonna, nel punto in cui era stata scagliata la pietra, era apparso un livido. L’affresco rovinato ancora oggi è visibile all’interno della chiesa. La gente del posto, devotissima all’immagine profanata, volle edificare una chiesa per riparare al gesto sacrilego. Al suo interno fu incorporato il pilone dell’oltraggio. Da allora in avanti la Madonna iniziò a dispensare grazie e favori ai fedeli.

Nella chiesa si trova anche un’immagine della Madonna della Misericordia seduta in trona e col Bambino Gesù sulle ginocchia. Sembra che il titola possa riferirsi all’atto sacrilego che la tradizione lega all’origine del santuario. La popolazione che invoca pietà e misericordia dalla Vergine che stringe a sé il Divin Figlio con la mano destra e con la sinistra sorregge il Vangelo.
L’aspetto odierno della chiesa è il frutto di diversi restauri eseguiti a inizio Novecento sull’impianto originale della chiesa del XVI secolo. Dell’edificio originario erano rimaste soltanto la facciata e parte delle navate laterali. A partire dal 1948 il santuario venne affidati ai padri Barnabiti. Furono loro a provvedere al restauro, oltre ad assicurare il servizio pastorale.
Numerosi ex-voto sono lì a testimoniare la fede dei fedeli e la benevolenza della Madonna nell’esaudire le richieste di quelli che si rivolgono a Lei con fiducia e abbandono filiali.
Preghiera alla Madonna delle Grazie
Ricordatevi, o pietosissima Vergine Maria, che non si è inteso mai al mondo, che alcuno ricorrendo alla vostra protezione, implorando il vostro aiuto e chiedendo il vostro patrocinio sia restato abbandonato.
Animato io da una tale confidenza, a voi ricorro, o Madre Vergine delle Vergini, a voi vengo e colle lagrime agli occhi, reo di mille peccati, mi prostro ai vostri piedi a domandare pietà. Non vogliate, o Madre del Verbo, disprezzare le mie voci, ma benigna ascoltatemi, ed esauditemi. Così sia.







