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Ogni giorno con Maria

Madonna delle Carceri: a Prato, Maria apparve in lacrime al piccolo Jacopo

La Madonna di Prato è intimamente legata alla vicenda miracolosa del giovane Jacopo Belcari.

Era infatti il 6 luglio 1484 quando il piccolo Jacopo, mentre stava giocando in una piazza, si trovò al centro di un’apparizione miracolosa. All’epoca Jacopo aveva solamente otto anni.

L’apparizione di Maria al giovane di Prato

Quel giorno, vide staccarci dalle pareti dell’antico carcere delle Stinche a Prato, da tempo abbandonato, la figura della Vergine Maria. 

Sul volto della Madonna apparvero lacrime e sudore. In terra, durante l’apparizione, il piccolo Jacopo vide posare il bambino Gesù. Si trattava solamente del primo di una serie di eventi prodigiosi che ebbero a che vedere con l’immagine della Madonna con il Bambino. In quell’occasione, dopo l’apparizione accorsero fedeli da tutta la Toscana.

Il miracolo della Madonna di Prato

Sono passati 536 anni da allora. Il miracolo della Madonna di Prato fu anche alla base della costruzione della basilica di Santa Maria delle Carceri. Da quell’evento prodigioso la città ogni anno festeggia la Madonna delle Carceri.

La Chiesa rappresenta un capolavoro del Rinascimento. Si tratta infatti dell’unica chiesa voluta da Lorenzo il Magnifico. Fu infatti Lorenzo de’ Medici che curò il progetto in prima persona, La realizzazione fu affidata all’architetto Giuliano Da Sangallo.

La chiesa e la solennità di Maria Madre della Misericordia

I lavori all’interno terminarono nel 1495. Il rivestimento esterno fu interrotto nel 1506, mentre la dedicazione della basilica risale al 9 maggio 1705. Il braccio occidentale dell’edificio venne invece completato solamente nel lontano 1885.

Anche quest’anno, nonostante le restrizioni sanitarie legate all’emergenza del coronavirus, mons. Carlo Stancari, il parroco della parrocchia di Santa Maria delle Carceri, ha organizzato una serie di iniziative allo scopo di celebrare la solennità di Maria Madre della Misericordia.

La tradizionale processione per il centro

Anche se non sarà possibile realizzare la tradizionale processione per il centro, come non si potrà nemmeno celebrare la Santa Messa nella cripta e non ci saranno nemmeno celebrazioni in Basilica, la Messa solenne in piazza e alla benedizione con le nappe che hanno asciugato le lacrime della Madonna, i fedeli potranno aprire il loro cuore a Maria.

Rivolgendole lo sguardo e dedicandole le loro preghiere, consapevoli che il Suo amore misericordioso consola, scaccia ogni paura e guarisce ogni ferita.

Giovanni Bernardi

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