Oggi 30 marzo, Lunedì Santo: il profumo della gratitudine di Maria di Betania che unge i piedi di Gesù

In questo Lunedì Santo, sostiamo a Betania insieme a Maria. Con un gesto di umiltà e amore infinito, l’unzione dei piedi di Gesù ci insegna il valore del dono gratuito e della cura, preparandoci alla Passione del Signore.

Lunedì Santo
Lunedì Santo – lalucedimaria.it

Oggi, 30 marzo, è Lunedì Santo, il secondo giorno di questa Settimana Santa. Si tratta di un giorno di preghiera e riflessione, in cui non c’è la celebrazione obbligatoria di santi del calendario generale.

Durante questo primo giorno si analizza il brano del Vangelo in cui si racconta di Gesù che, dopo aver resuscitato il suo amico Lazzaro, si trova ora nella sua città, Betania, nonostante i sommi sacerdoti abbiano deciso di ucciderlo.

Qui avviene un episodio su cui la liturgia chiede di soffermare la riflessione: il gesto di Maria, sorella di Lazzaro, che unge i piedi del Signore con un unguento molto prezioso.

Oggi 30 marzo: Lunedì Santo, il gesto di Maria che unge i piedi di Gesù e sorprende tutti

I Vangeli ci narrano che in questo giorno Gesù si trova insieme ai suoi  discepoli, e gli viene offerto un banchetto dove servono  Marta e Maria, le sorelle di Lazzaro, che dopo esser stato da lui resuscitato si trova tra i commensali.

Il Lunedì Santo è perciò considerato il giorno dell’amicizia, ma anche per meditare sulla gratuità dell’amore. Mentre si trovano lì “Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento” Gv 12,3.

Questo gesto di Maria lascia tutti interdetti. Utilizza infatti un ungento considerato di grande pregio e di conseguenza anche molto costoso. Era un olio preziosissimo e lei lo usa per rendere onore al Signore in un gesto di amore e servizio.

Anche l’atto dello scioglimento dei capelli desta stupore. Questa, infatti, era un’azione concessa soltanto alle donne in presenza del marito. Lei lo fa in segno di donazione e gratitudine totale. 

Non c’è prezzo per l’amore

Con questo atto riconosce la grandezza di Gesù e lo adora. Ciò che colpisce soprattutto i discepoli è che abbia utilizzato un olio di così alto valore. Giuda, infatti, fa come un rimprovero, affermando che è uno spreco, perché si sarebbe potuto vendere e donare il ricavato ai poveri.

Sappiamo che in realtà lui avrebbe voluto rubare il denaro dalla cassa comune, come sottolinea l’evangelista Giovanni :”Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro” (12, 6).

Preso da vili pensieri non considera l’alto valore di un gesto di adorazione, di amore. Maria, invece, comportandosi così ha mostrato che l’amore non ha prezzo, e che per il Signore è bene adoperare anche ciò che ha un alto valore materiale, per esprimere sommo onore.

Gesù infatti risponde prontamente a Giuda dicendogli: “Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me”. Approva così il gesto di Maria preannunciando la sua morte e accogliendo l’onore che il gesto d’amore della donna gli aveva rivolto.