L’Ultima Cena gay, il manifesto che ha suscitato scandalo e polemiche

 

Non c’è limite alla dissacrazione di cui sono capaci certi pubblicitari a fini propagandistici, l’ultima trovata riguarda una serata prevista per il Giovedì Santo (oggi) in un noto locale gay in Provincia di Salerno. Gli organizzatori hanno pensato che fosse d’impatto chiamare l’evento ‘Ultima Cena’, scelta di per se discutibile ma che non avrebbe causato nessuno scalpore se non avessero affisso delle locandine pubblicitarie in cui viene raffigurato il dipinto di Leonardo Da Vinci con i dodici apostoli in versione gay che si danno a libere effusioni (più o meno spinte) accanto a Gesù.

Subito dopo la diffusione dell’immagine sacrilega sono partite le dure recriminazioni del Popolo della Famiglia e di Forza Italia. Un portavoce del Popolo della Famiglia ha commentato il manifesto pubblicitario facendo notare come si tratti di un affronto nei confronti dei cristiani e come sarebbe opportuno che la serata venisse annullata in rispetto delle tradizioni: “Mentre è ancora caldo il sangue dei Cristiani massacrati in Egitto per mano assassina, Salerno si prepara a fare strage di rispetto e buon gusto, nel giorno dei Sepolcri, giovedì Santo, qualche blasfemo animatore della vita notturna giovanile ha pensato bene di organizzare in un noto locale un evento “L’ultima cena” per strumentalizzare le immagini e le ricorrenze sacre. Una serata che ha come immagine di richiamo una scena in cui si ritrae Gesù Cristo in un’ultima cena gay. Sarebbe bello se proprietari e gestori annullassero la serata in segno di rispetto dell’intera comunità e delle sue tradizioni”.

Alla condanna si unisce anche Forza Italia che tramite ‘Il Mattino’ espone la propria posizione sull’accaduto: “Gli organizzatori non sono né blasfemi, né alternativi ma semplicemente fuori luogo ed irriguardosi. Sono certo interverranno i titolari del locale e le istituzioni della città. Ci sono gli estremi per farlo. La religione cristiana nulla ha da spartire con le istanze gender. Chiedere rispetto per la propria libertà vuole dire dare attenzione anche a quella degli altri” evidenziando come ci si stia approfittando di una festività sacra per incrementare i propri profitti.

Alle accuse mosse ha risposto prontamente l’Arcigay che ha sottolineato come si sia trattato di un gesto provocatorio piuttosto che blasfemo, aggiungendo che ciò non permette ai detrattori della comunità LGBT di usarlo come pretesto per perpetrare forme di odio razziale nei confronti degli omosessuali. La nota dell’Arcigay, insomma, difende il manifesto etichettandolo come forma di libertà di pensiero, ma ci chiediamo se per caso la libertà di espressione sia ancora limitata per legge nel caso in cui è lesiva della dignità e delle credenze altrui o se questa legge deroga nel caso si tratti degli omosessuali a denigrare gli altri.