Luigi Maria Grignion de Montfort, il Santo di oggi 28 Aprile, amava Maria

Papa Giovanni Paolo II spiegò così l’origine del suo motto, “Totus Tuus”: “Ecco spiegata la provenienza del Totus Tuus. L’espressione deriva da San Luigi Maria Grignion de Montfort.

San Luigi Maria Grignion de Montfort
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È l’abbreviazione della forma più completa dell’affidamento alla Madre di Dio, che suona così: Totus Tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. Accipio Te in mea omnia. Praebe mihi cor Tuum, Maria”.

Il Calvario di Pontchâteau

A Pontchâteau, a 30 chilometri da Nantes, San Luigi Maria Grignion de Montfort (1673-1716, Francia) era riuscito a coinvolgere tutta la Nazione francese, per la costruzione di un grande Calvario, che sarebbe stato meta di pellegrinaggio e avrebbe ricordato il luogo in cui il Cristo era stato crocifisso.

Scelse, dunque, una piana circolare, che chiamò “landa della Maddalena”, che fece circondare da un fossato. Sulla piana, doveva esser posta una collina artificiale, su cui piazzare le croci di Gesù e dei due ladroni, le statue di Maria, di San Giovanni e di Maria Maddalena. E così fu, ma non solo.

In quel luogo, furono edificate anche delle cappelle e altre statue che ricordavano la Passione di Cristo. Inoltre, un boschetto, a forma di Corona del Rosario, fu piantato accanto. Tutta la struttura doveva, poi, essere inaugurata il 14 Settembre del 1710, giorno della festa dell’Esaltazione della Santa Croce.
Questo per darvi solo l’idea dell’immensa opera che i devoti riuscirono ad edificare, in soli 15 mesi e che, purtroppo, fu rasa al suolo, per l’ostilità di coloro che non compresero mai la profondità degli intenti del sacerdote e missionario Luigi Maria Grignion de Montfort.

Il Comandante della Milizia di Pontchâteau, che aveva radunato 500 uomini per distruggere ciò che la fede aveva costruito, non poté sottrarsi all’ordine, ma si narra che i suoi uomini demolirono il Calvario, con estrema lentezza.

Calvario di Pontchâteau
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La predicazione di San Luigi Maria Grignion de Montfort

San Luigi Maria Grignion de Montfort aveva un modo tutto suo, ed efficacissimo, per accogliere la gente che si proponeva di convertirsi. In primo luogo, la invitava a seguire le sue predicazioni, le sue catechesi, per prepararla al secondo passo: la Confessione, fatta anche con molta frequenza. Il passo seguente era, ovviamente, l’accostamento all’Eucarestia.

C’è da sottolineare che le sue catechesi erano arricchite da canti, da lui composti, seguendo la metodologia del Gesuita Beato Julien Maunoir, che scriveva e rappresentava, anche nelle processioni, eventi della vita di Gesù, che così rimanevano impressi nella mente dei fedeli, anche di quelli che non sapevano leggere o scrivere. Nelle Messe, che concludevano le sue processioni, poi, Luigi Maria Grignion de Montfort faceva rinnovare le promesse battesimali.

Questo faceva parte del progetto di conversione che stava attuando, sotto consiglio di Papa Clemente XI (che lo aveva nominato Missionario Apostolico), perché la gente formulasse un “contratto di alleanza con Dio”, con la Consacrazione a Cristo per mezzo di Maria, davanti all’altare. E proprio di Maria e della raccomandatissima recita del Santo Rosario parlò molto nei suoi scritti.

Tra gli scritti di Luigi Maria Grignion de Montfort ne citiamo almeno due: “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine” e “Il segreto ammirabile del Santo Rosario”.

Trattato della vera devozione alla Santa Vergine

Il “Trattato della vera devozione alla Santa Vergine”, fu diffuso dopo oltre un secolo dalla sua morte. In questo scritto, invita i fedeli a consacrarsi, appunto, a Gesù attraverso Maria, in pensieri ed opere quotidiane, per chiedere l’intervento della Madonna, nell’interiorità personale. Almeno ogni anno, nel medesimo giorno, rinnoveranno la stessa consacrazione, osservando le medesime pratiche durante le tre settimane. Anche ogni mese e ogni giorno, potranno rinnovare ciò che hanno fatto, usando poche parole: “Io sono tutto tuo e tutto ciò che possiedo è tuo, mio amabile Gesù, per mezzo di Maria, tua santa Madre”.

Mano a mano, dunque, la devozione a Maria (si legge nel testo) si doveva ripulire dalla “falsa devozione” (non finalizzata a trovare Gesù), fino a rendersi propriamente “vera devozione”.

Santo Rosario
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Il segreto ammirabile del Santo Rosario

“Il segreto ammirabile del Santo Rosario” è diviso in 5 capitoli, uno per ogni decina della Corona del Rosario. Ogni capitolo è, poi, diviso in 10 paragrafi, uno per ognuno dei grani (di ogni decina) del Rosario.

Il primo capitolo si intitola “L’eccellenza del Santo Rosario nell’origine e nel nome”. Parla anche di San Domenico, che, secondo la tradizione, introdusse la pratica del Santo Rosaio.
Il secondo capitolo si intitola “L’eccellenza del Rosario nelle preghiere che lo compongono”. Commenta, nel dettaglio, il significato autentico delle preghiere del Pater e dell’Ave.
Il terzo capitolo si intitolata “L’eccellenza del Rosario nella meditazione della vita e della Passione di N.S. Gesù Cristo”. Spiega scrupolosamente i Misteri del Rosario.

Il quarto libro si intitolata “L’eccellenza del Rosario nelle meraviglie da Dio operate in suo favore”. Parla di testimonianze di fatti accaduti a coloro che hanno recitato quotidianamente il Rosario.
Il quinto capitolo si intitola “Modo di recitare il Rosario”. Consiglia di pregarlo senza distrarsi, possibilmente “in ginocchio, a mani giunte e con la Corona fra le dita”.

 

San Luigi Maria Grignion de Montfort missionario
San Luigi Maria Grignion de Montfort (websource)

Della preghiera dell’Ave, o Maria, San Luigi Maria Grignion de Montfort diceva: “E’ la mia preghiera preferita, è la mia pietra di paragone sicura, per distinguere quelli che sono condotti dallo Spirito di Dio, da quelli che sono nell’illusione dello spirito maligno”.

Antonella Sanicanti

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