Lottatori di Wrestling e la fede, qualcosa che non ti aspetti.

Wrestling-WweNon solo Tombstones, Chockeslams e 619 (da leggere tassativamente “sixonenine”): la strada che conduce sul ring della WWE, la lega di wrestling più famosa al mondo, è attraversata di testimonianze di tafede. Oltre a (finti) calci, pugni, mosse di sottomissione (ovviamente è una lotta simulata, perché i lottatori in realtà sono bravi attori) e, purtroppo, sporadici incidenti mortali.

Riservando ad altri autori più competenti di me ogni giudizio etico-morale sul Wrestling e, più in generale, su tutti gli sport da combattimento, mi accingo con questo breve articolo a tratteggiare un breve percorso di lucetra le fitte tenebre di questo mondo in cui la violenza, seppur in gran parte simulata, è elevata ad intrattenimento delle masse.

La figura di Shawn Michaels non ha certo bisogno di presentazioni per gli appassioanti: atleta simbolo della WWE nel ventennio 1990-2010, tra i suoi innumerevoli premi e riconoscimenti, spiccano le Royal Rumble del 1995 e 1996 e i quattro titoli di campione del mondo. In una sua intervistarilasciata al sito Christian Post, in occasione dell’uscita dell’ultimo libro di cui è autore (“Wrestling for My Life: The Legend, the Reality, and the Faith of a WWE Superstar”; epub Edition; 2014), l’ex wrestler racconta di come ha ritrovato la fede, dopo anni di errori e dipendenze.

Nato nel 1965, Michael Shawn Hickenbottom ha debuttato nella WWE nel 1988. Cresciuto in una famiglia di fede cattolica, ha sempre ammirato la figura di Gesù Cristo, senza tuttavia aver mai provato un’esperienza profonda di fede: «Le opere buone che ogni tanto facevo mi sembravano sufficienti a tener vivo il mio profilo spirituale», ha raccontato. Durante i primi anni ‘90 l’atleta si è fatto subito notare per il comportamento estroverso, a tratti arrogante, nei confronti dei suoi colleghi, dentro e fuori dal ring. Nel suo libro ammette, inoltre, di aver cominciato a bere e ad abusare di droghe e medicine, al punto da cadere nella dipendenza da antidolorifici. Costretto al ritiro dalle scene nel 1998 a causa di un grave infortunio, ha seguito i consigli della moglie accettando di riprendere un cammino di fede.

«Ho capito che si può credere senza troppi problemi alla figura storica di Gesù. Ma riconoscerlo come il Figlio di Dio attraverso il quale possiamo essere riconciliati con l’Onnipotente, è tutta un’altra cosa». In “Wrestling for my life” Michaels racconta che nel 2002, dopo aver sconfitto le sue dipendenze, forte di una fede rinnovata e seriamente determinato ad essere un buon padre e marito, è tornato finalmente sul ring. Il profondo cambiamento, racconta, è stato subito notato dai colleghi e amici di sempre: “Triple H” e “Stone Cold” Steve Austin. Un ritorno durato 8 anni, nel 2010 si è ritirato definitivamente delle scene per dedicarsi completamente alla sua famiglia.

 

Un’altra testimonianza simile è quella di Taryn Terrell (“Tiffany” per i fan), giovane wrestler statunitense. In un recente video postato su Youtube ha raccontato di aver accantonato «il desiderio di vivere una vita cristiana», nonostante l’educazione alla fede ricevuta sin da bambina. «Ho vissuto nel peccato. Non ero una brava persona: mi vergogno di quello che ero e delle decisioni che ho preso. Molte volte ho pensato: “Come faccio a essere una cristiana?”; “Come può Dio accettare una come me?». Smessi i panni di “Tiffany” per la WWE, oggi Taryn milita nella TNA (probabilmente la seconda lega di wrestling più famosa al mondo). Il suo approccio alla vita è radicalmente cambiato: da giugno di quest’anno, infatti, ha deciso di intraprendere un percorso di riavvicinamento alla fede.

«Quello che non avevo capito sull’essere salvati era che avrei potuto ottenere il perdono», ha proseguito la nota lottatrice. «Avrei potuto realmente essere perdonata per tutti i peccati che avevo commesso». La vera conversione è arrivata «quando a giugno un direttore spirituale mi ha chiesto se credevo di potermi salvare. Ancora una volta io ho dato la stessa risposta: “Sì, certamente. Credo in Dio e nel Paradiso”. E’ stato in quel momento che lui mi ha risposto: “Ottimo, ma essere cristiani significa credere in Gesù Cristo. Credere che è morto sulla croce per i nostri peccati, che è risorto e ritornerà ancora. Questo è il tuo biglietto per il paradiso». Soltanto dopo qualche giorno di riflessione ha intuito l’importanza salvifica della Passione dei Gesù: «Ricordo che stavo guidando. Mia figlia era seduta dietro e all’improvviso ho avuto la sconvolgente sensazione che Qualcuno fosse veramente morto per me. Non stiamo qui a parlare di uno che ha detto: “Ok, sei perdonata”, ma di qualcuno che ha realmente sofferto ed è morto, così che noi potessimo essere perdonati».

«Questo è l’inizio del mio viaggio», ha concluso Taryn rivolta agli spettatori. «Questa sono io, una cristiana giovane, che ti offre una testimonianza perché fino a ieri mi trovavo anche io dall’altra parte chiedendomi: “Che senso ha tutto questo? Andrò in paradiso? Ho veramente bisogno di relazionarmi con Dio? Non basta essere buoni, compiere opere buone? No, non è sufficiente. Abbiamo bisogno di un rapporto intimo con Dio».

Anche il celeberrimo (e super tatuato) Rey Misterio, wrestler pluridecorato della WWE oggi sotto contratto per la AAA (federazione messicana dilucha libre), si è sempre dichiarato cattolico, arrivando ad attribuire alla bontà divina i suoi successi nel mondo del wrestling: «Credo fermamente che Dio abbia un disegno per ognuno di noi. E il mio scopo, in definitiva, è stato quello di essere un performer, un intrattenitore per il nostro pubblico. Ringrazio Dio ogni giorno per tutto quello che ha donato a me e alla mia famiglia».

La lista di questi insoliti testimoni della fede in Gesù Cristo sarebbe ancora lunga, ma vorrei concludere con la star di tutti tempi, l’unico wrestler conosciuto anche da chi il Wrestling non lo ha mai seguito: Terry Bollea aka “Hulk Hogan”. Una vita di eccessi, successi, e rabbia che lo hanno portato sul ciglio del baratro. A seguito dell’arresto del figlio nel 2007 e dell’abbandono della moglie dopo 22 anni di matrimonio, Hogan è stato sul punto di togliersi la vita, pistola alla mano. All’improvviso, ha raccontato in una intervista per la CNN, «mi sono reso conto che tutto quello di cui avevo bisogno era qui, dentro di me: la felicità, la fede e la mia religione. Lo spirito di Cristo era in me. In quel momento ho realizzato di aver sempre avuto tutto il necessario. Non appena ho ritrovato la fede sono ripartito e ora la mia vita sta andando in una direzione che è così positiva e ho così tante brave persone intorno a me».

Storie come tante, uomini e donne feriti dalla vita, con le loro coerenze ed incoerenze ma in cerca come tutti di una risposta alla ineludibile domanda di significato. Si, anche nel Wrestling c’è chi, tra un superkick e un atomic drop, riesce a fermarsi un attimo e -come ha fatto Tiffany- riflettere: «No, niente è sufficiente. Abbiamo bisogno di un rapporto intimo con Dio».

http://www.uccronline.it/2015/12/19/testimonianze-di-fede-e-conversioni-tra-i-lottatori-del-wrestling-wwe/