LO SPIRITO SANTO NELLA CHIESA

 

 

 

 

Se Cristo è lo sposo, noi tutti, chiesa di Dio, siamo la sposa. Lo specifica in lungo e in largo la Sacra Scrittura e lo so si sottolinea più volte nelle omelie delle liturgie, soprattutto in questo tempo, in cui si ricordano in pienezza le manifestazioni dello Spirito Santo.

“ … chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito. (…) … non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio …?”.

Se dunque ognuno dei nostri corpi è tempio dello Spirito, a maggior ragione lo è la chiesa tutta, unita in un solo credo.

Ma la chiesa è fatta da uomini corruttibili, pochi sono i fedeli, come pochi gli eletti, per far eco al Vangelo. Tutti noi ci presentiamo, ogni sera, a Cristo con il nostro fardello di mancanze, per chiedere nuovamente perdono.

Consideriamo anche che, se siamo uniti nel sol corpo della chiesa, dobbiamo esser anche consapevoli delle mancanze, gli uni degli altri, e pregare perché lo sposo ci comprenda e perdoni le nostre debolezze.

Ad ogni passo, sempre più, diverremo, così, puri e anelanti allo sposo, che ci aspetta impaziente di accoglierci come Santi.

Spirito di Dio, fa della tua chiesa un roveto che arde di amore per gli ultimi.

Alimentane il fuoco con il tuo olio, perché l’olio brucia anche.

Dà alla tua chiesa tenerezza e coraggio, lacrime e sorrisi. Rendila spiaggia dolcissima per chi è solo e triste e povero.

Disperdi la cenere dei suoi peccati. Fa un rogo delle sue cupidigie.

E quando, delusa dei suoi amanti, tornerà stanca e pentita a te, coperta di fango e di polvere dopo tanto camminare, credile se ti chiede perdono, non la rimproverare.

Ma ungi teneramente le membra di questa sposa di Cristo con le fragranze del tuo profumo e con l’olio di letizia.

E poi introducila, divenuta bellissima senza macchie senza rughe, all’incontro con lui, perché possa guardarlo negli occhi senza arrossire e possa dirgli finalmente: sposa mia.