Lo dice il Wall Street Journal: Il popolo cristiano sta crescendo, nonostante tutto

Il popolo Cristiano in forte crescita

Non tutti scelgono di fare i conti con la propria spiritualità; sono forse pochi coloro che cercano di comprendere l’origine della devozione, che viene tramandata loro dalla famiglia.
Così, quando diciamo “sono un cristiano credente e praticante”, le nostre parole sembrano suonare, a dir poco, obsolete, per alcuni che, invece, affermano “io credo in Dio, ma a modo mio”.
Ma sappiamo che non si può essere tiepidi nella fede e non può esistere un Dio personalizzato per ogni cristiano, soprattutto, però, non dobbiamo dimenticare quanto sia dannoso, per la nostra spiritualità, non definire il Credo a cui decidiamo di aderire, lasciando troppo spazio alle influenze esterne.

Probabilmente la società ci fa credere che tutto questo, questa blanda fede, sia opportuno e legittimo e che ci rende, in effetti, degni e tranquilli figli dell’umanità.
Tanti cercano di farci pensare che, in realtà, Dio sia trapassato e la religione, quella cristiana, sia un radicamento da modernizzare, a seconda del secolo corrente.
A chi servissero delle prove concrete, per rendersi conto che Dio è il Signore dei tempi e, in quanto tale, non è né vecchio, né superato, citiamo cosa ha scritto il Wall Street Journal, in seguito ad un sondaggio sulle religioni e la loro pratica.
In seguito alla pubblicazione dei dati del sociologo Rodney Stark, per conto della Baylor University del Texas, il giornale ha detto: “Dio non è morto. Ci crediate o no, il mondo è più religioso che mai”.

A questa conclusione si è giunti dopo l’esame di un campione di più di un milione di persone, di 163 Pesi diversi.
Tra le persone di età compresa tra i 15 e i 35 anni, ci sono coloro che sono più propensi alla ricerca della fede. Inoltre, dai dati si constata che l’islam non ha più seguaci del cristianesimo: i cristiani nel mondo sono il 39%, i musulmani il 31%.
E, in quel 39 % di cristiani, sono compresi anche quelli che, pur essendo stati battezzati, non hanno mai deciso di praticare la loro fede.
In ogni caso, il 56% degli intervistati dice che: “Dio è direttamente coinvolto in ciò che accade”.