Sotto lo sguardo del Cristo Redentore, il Libano invoca la pace: un grido di speranza che sale dalla terra benedetta di San Charbel.

Nonostante tutto, però, la fede è una delle poche cose che resta ferma, che nessuno mai riuscirà ad abbattere. E, proprio nel ben mezzo della guerra, un toccante simbolo di autentica fede viene innalzato a confine fra Libano e Siria, segno che c’è qualcuno che la pace la vuole e la desidera ancora e sempre.
Si tratta della sacra immagine di Cristo, forse una delle più alte presenti al mondo, che svetterà in alto, ponendo il suo sguardo su ciò che c’è intorno. Vediamo di cosa si tratta.
Il Libano ai piedi di Cristo Redentore: un grido di speranza nella terra dei cedri e di Santi
La pace sembra sempre un qualcosa di difficile da attuare, eppure ce l’ha donata Cristo stesso: “Vi lascio la pace, vi dò la mia pace“. Il mondo, però, non riesce a custodirla pienamente e, soprattutto in questi ultimi tempi, sembra essere un miraggio. Il mondo, a pezzetti, sta diventando una polveriera, pronta ad esplodere a livello globale tutta in una volta. Questo, però, non scoraggia chi, anche se vive in zone di guerra, alla pace ci crede davvero.

Proprio nelle zone del Medio Oriente e, con particolare attenzione alla Terra Santa, c’è qualcosa che anche sotto le bombe, continua a resistere, ed è la fede. A confine fra il Libano e la Siria, infatti, si sta costruendo una delle più grandi ed alte statue che si siano mai viste: un Cristo, simbolo di fede, perseveranza e soprattutto speranza, un Cristo che pone il suo sguardo proprio sulle terre martoriate che sono al di sotto di lui.
Il Libano, la terra di San Charbel, il santo che viene definito il “Padre Pio del Libano“: proprio in queste terre, la guerra è nuovamente iniziata, portando la popolazione ad una fuga di massa per la sopravvivenza. Ed è proprio qui che si sta costruendo una delle più grandi statue del Cristo Redentore in Medio Oriente. Questa grande statua sorgerà a Jabal al-Salib, ponendo il suo sguardo sulla valle della Bekaa, vicino alla città cristiana di El Qaa, proprio lungo il confine con la Siria.
Cristo e San Charbel per la speranza di una zona colpita dalla guerra
Davanti ad una comunità messa a dura prova dalla guerra e da ogni tipo di sofferenza, non è mai venuta meno la fede. Si tratta di una statua alta 15 metri e posizionata su di una base di 5 metri: Gesù che guarda la valle attorno, affinchè la sua pace si espanda dappertutto. Al di sotto di questa imponente costruzione, c’è una chiesa, anche questa in nuova costruzione, progettata per resistere alle difficili condizioni climatiche della zona nella quale si trova.
Come ha spegato l’ingegnere che ha supervisionato al progetto, Joey Mattar, in un’intervista a “Churchpop“, Gesù che svetta in alto e guarda tutto il Libano, ha un significato profondo anche dal punto di vista spirituale: “Ci ricorda che il popolo di El Qaa è al sicuro, protetto e amato […] La statua si erge come segno di speranza, ricordando a tutti i libanesi che la fede rimane, che la luce vince l’oscurità e che la protezione di Dio continua a circondarci“.
Non si conosce, ancora, la data di fine lavori, ma una cosa è certa: nella terra di San Charbel, ora, anche lo sguardo di Cristo sarà ancora più potente e forte. La devozione al Padre Pio del Libano cresce di giorno in giorno e non si limita più solo ai confini nazionali libanesi, ma è arrivata anche in Italia, come ben sappiamo. Ciò che si affianca, adesso, è anche la presenza di questa sacra immagine di Cristo che, siamo certi, sarà pieno e forte segno di speranza per tutto il Medio Oriente.







