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Lettura del sabato santo e commento di Don Gaetano

il Silenzio del Sabato Santo

SABATO SANTO

Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, dobbiamo temere che, mentre ancora rimane in vigore la promessa di entrare nel suo riposo, qualcuno di voi ne sia giudicato escluso. Poiché anche a noi, al pari di quelli, è stata annunziata una buona novella: purtroppo però ad essi la parola udita non giovò in nulla, non essendo rimasti uniti nella fede a quelli che avevano ascoltato. Infatti noi che abbiamo creduto possiamo entrare in quel riposo, secondo ciò che egli ha detto:
Sicché ho giurato nella mia ira:

Non entreranno nel mio riposo! (Sal 94, 11).
Questo, benché le opere di Dio fossero compiute fin dalla fondazione del mondo. Si dice infatti in qualche luogo a proposito del settimo giorno: E Dio si riposò nel settimo giorno da tutte le opere sue (Gen 2, 2). E ancora in questo passo: Non entreranno nel mio riposo! Poiché dunque risulta che alcuni debbono ancora entrare in quel riposo e quelli che per primi ricevettero la buona novella non entrarono a causa della loro disobbedienza, egli fissa di nuovo un giorno, oggi, dicendo in Davide dopo tanto tempo, come è stato già riferito:
Oggi, se udite la sua voce,
non indurite i vostri cuori! (Sal 94,11)
Se Giosuè infatti li avesse introdotti in quel riposo, Dio non avrebbe parlato, in seguito, di un altro giorno. E’ dunque riservato ancora un riposo sabbatico per il popolo di Dio. Chi è entrato infatti nel suo riposo, riposa anch’egli dalle sue opere, come Dio dalle proprie.
Affrettiamoci dunque ad entrare in quel riposo, perché nessuno cada nello stesso tipo di disobbedienza. Infatti la parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti a lui, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi suoi e a lui noi dobbiamo rendere conto.
Poiché dunque abbiamo un grande sommo sacerdote, che ha attraversato i cieli, Gesù, Figlio di Dio, manteniamo ferma la professione della nostra fede. Infatti non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa, a somiglianza di noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, per ricevere misericordia e trovare grazia ed essere aiutati al momento opportuno. ( Eb 4, 1-16 )

Parola di Dio

Il commento alla lettura

Oggi il Servo del Signore, il nostro Salvatore Gesù Cristo, è entrato nel suo riposo. Ha portato a compimento l’opera che il Padre gli aveva affidato – la nostra redenzione – e ora riposa anche Lui come il Padre suo riposo’ dopo aver creato ogni cosa con sapienza e amore . In questo “riposo” divino siamo chiamati a entrare pure noi mediante la nostra ubbidienza nella fede, uniti a Gesù nostro Capo e Salvatore, sommo Sacerdote dei beni eterni. Il frutto di questo riposo è la piena glorificazione del Figlio di Dio che si é manifestata nella sua gloriosa resurrezione dai morti. Ma quanto è costato al nostro Salvatore questa tremenda lotta contro il peccato per poter entrare in questo “riposo” nei cieli! E Maria, che oggi vogliamo consolare nel suo amarissimo dolore e nella immensa sua desolazione, quanto ha sofferto con il suo Figlio per poterci ottenere insieme a Lui la vita eterna! Affrettiamoci allora a entrare in questo riposo divino, rimanendo nella fede e portando a compimento in noi l’opera della nostra santificazione .

Buon Sabato Santo. Vi benedico. Don Gaetano

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