Il modello di business capitalista offre al suo interno un’idea di onnipotenza: chiunque è in grado di imporsi nel mercato, scalare le gerarchie e diventare il leader dell’economia. A livello meramente umano questo si trasmette nell’idea che la ricchezza ti permette di comprare tutto ciò che desideri, per lo meno se quello che desideri ha un prezzo. Un tempo si obiettava che il denaro non può comprare l’amore (inteso come quello coniugale e/o relazionale), ma il passare degli anni ed intere generazioni bombardate dall’idea del successo economico hanno fatto sì che anche questa verità si frantumasse insieme ai valori tradizionali.
Se con il passare del tempo ricchezza è divenuto sinonimo non solo di benessere, ma anche di felicità si era certi almeno che il denaro non bastasse a comprare la vita eterna (quella sulla terra ovviamente). Ebbene recenti studi dimostrerebbero che un elisir di lunga vita potrebbe esistere e si chiama ‘Parabiosis’. Ad offrirlo (dietro lauta ricompensa) è una società californiana che si chiama ‘Ambrosia’ (il nettare degli dei che secondo le leggende conferiva l’immortalità): fondata dal giovane laureato in medicina Jeff Karmazin in società con il dottor David C. Wright, l’Ambrosia opera a San Francisco e Tampa offrendo i suoi servigi di ringiovanimento ai ricchi californiani ossessionati dall’idea della morte.
Di cosa si tratta? Semplice, la società preleva il sangue da soggetti di età compresa tra i 16 ed i 25 anni, quindi lo rivende ai suoi clienti per 8000 dollari a seduta: il trattamento consiste in una iniezione di 2 litri di sangue in soggetti che hanno superato i 35 anni. A quanto pare questa operazione donerebbe vigore e permetterebbe a chi vi si sottopone di allontanare malattie e disturbi dovuti all’età. Questi effetti positivi non sono stati ancora accertati da studi scientifici specifici a riguardo, al contrario delle possibili controindicazioni legate ad una trasfusione.
Quale che sia il reale effetto della ‘Parabiosis’ è sicuramente un processo costoso e temporaneo che serve a chi, ancorato ai benesseri futili della vita materiale, cerca di prolungare la propria esistenza terrena alla ricerca di un’immortalità fittizia quando davanti a loro ci sarebbe un’immortalità profonda e sensata, rispettosa del percorso della vita: quella dell’anima.
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