Ecco le prove storiche dell’esistenza di Gesù.

 

Gesù e il centurione romano Lc 7,1-10

In questo dossier abbiamo raccolto tutte le testimonianze storiche e le reminiscenze sulla persona di Gesù di Nazareth (e sulla primitiva comunità cristiana), rinvenibili negli scritti cristiani extra-canonici (cioè al di fuori dei vangeli ma all’interno del Nuovo Testamento), negli scritti cristiani extra-testamentari (al di fuori del Nuovo Testamento) e negli scritti extra-cristiani (composti da autori non cristiani) dei primi duecento anni dell’era volgare.
Negli ultimi secoli c’è stato un confronto serrato su questo argomento in quanto il problema dell’esistenza storica di Gesù Cristo era al centro dell’attenzione degli studiosi. Oggi non è più così, il dibattito si è spostato su altro, dato che nessuno studioso serio mette più in dubbio il Gesù storico: a far maturare lo studio della storicità del cristianesimo non è stata la scoperta di nuove fonti extrabibliche su Gesù, ma l’aumento di attendibilità storica che hanno guadagnato, agli occhi della comunità scientifica, i quattro Vangeli canonici e gli altri libri cristiani contenuti nel Nuovo Testamento (lettere paoline, Atti degli apostoli ecc.).

Come ha scritto lo studioso agnostico B.D. Ehrman, docente di Nuovo Testamento presso l’Università del North Carolina, le fonti evangeliche «sono bastate a convincere quasi tutti gli studiosi che si sono anche solo interessati al tema. Non parliamo infatti di un unico vangelo che, verso la fine del I secolo, riportò gesta e parole di Gesù, ma di un certo numero di vangeli», e di scritti cristiani, «del tutto indipendenti l’uno dall’altro. Attestano l’esistenza di Gesù e convalidano lo stesso insieme di dati […]. Ancora più degno di nota è il fatto che quelle testimonianze indipendenti attingano a un numero relativamente ampio di scritti antecedenti, vangeli che non ci sono pervenuti ma sono quasi certamente esistiti. E’ stato dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che alcuni di essi risalgono come minimo agli anni Cinquanta dell’era volgare e sono, a loro volta, indipendenti uno dall’altro […]. Cosa ancora più importante, ciascuno di quei numerosi testi evangelici si fondava su tradizioni orali, alcune di esse hanno senz’altro avuto origine nelle comunità palestinesi di lingua aramaica, probabilmente agli anni Trenta, non molto dopo la data tradizionale della morte di Gesù […]. Indipendentemente dal fatto che siano ritenuti o meno scritture inspirate, i vangeli possono essere considerati e utilizzati come fonti storiche importanti» (B.D. Ehrman, Did Jesus Exist?, HarperCollins 2012, p. 75, 93-95).

Le fonti extrabibliche, lo premettiamo fin da ora, non aggiungono nulla di nuovo rispetto a quanto già sappiamo dai vangeli, piuttosto possono essere utili per confermare tali scritti che, tuttavia, sono sufficienti a sostenere la storicità dei dati che affermano. Prima di andare ad esaminare le tracce che la persona di Gesù ha lasciato al di fuori dei vangeli affronteremo il problema della scarsità di queste fonti. Il dossier rimane in continuo aggiornamento e ampliamento.