Vi siete mai chiesti se è giusto consigliare chi è nel dubbio? In linea generale è indubbiamente un’opera di carità che fa parte degli insegnamenti lasciati da Gesù Cristo, ma siamo sempre all’altezza di questo compito? Non sempre è possibile dare un aiuto concreto ad un richiedente, a volte semplicemente perché si è troppo coinvolti con quella persona, altre volte perché l’argomento toccato ci colpisce nel profondo facendoci perdere obiettività e infine ci sono casi in cui la nostra conoscenza dei fatti o degli argomenti è così precaria da non darci l’autorità necessaria per esprimere un giudizio.
Consigliare i dubbiosi, come consolare gli afflitti ed insegnare agli ignoranti fa parte di quelle che vengono considerate le “Opere di vigilanza” e sono fondamentali per i cristiani che praticandole sviluppano consapevolezza, educano lo sguardo ed imparano ad uscire da se stessi e dalla propria sfera emotiva. Affinché questa azione sia fruttuosa, però, bisogna che sia a servizio della verità, dunque, prima di ogni consiglio bisogna essere certi di poter operare con il giusto distacco affinché si riconosca il bene per l’altro.
Se sopra abbiamo spiegato in quali casi è bene evitare di dare consigli, adesso vi mettiamo in guardia da quelli che potrebbero essere i falsi richiedenti: molte volte, infatti, chi chiede consiglio ha già deciso cosa fare e cerca solo la conferma che la decisione presa sia quella corretta. In questi casi è bene informare i richiedenti che la certezza assoluta è una cosa che nessuno può dare, nemmeno un pastore, il consiglio è solo un modo per indirizzare il bisognoso verso un percorso che non per forza termina con il consiglio in se, bensì ha bisogno di un tempo di verifica che i richiedenti consiglio spesso trascurano.
In conclusione: consigliare i dubbiosi non necessita di una tecnica, non è né un arte d’apprendere né un abilità persuasiva, il consiglio è l’offerta di un percorso da seguire, possibilmente assieme, l’offerta di una visione differente, più oggettiva, di un medesimo contesto che da soli non riusciremmo a notare.
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