Come sconfiggere il male in 8 mosse

 

Il pensiero moderno, razionale, ci induce spesso a pensare che la lotta al male sia una pura questione di ideologia, ma non c’è nulla di più sbagliato e dannoso. Senza voler andare ai dieci comandamenti e cercando di attualizzare il concetto parlando di atteggiamenti negativi che ci conducono verso l’allontanamento da Dio, vi proponiamo una breve lista di comportamenti da evitare per vivere alla luce di Dio:

1- l’Ira: lasciarsi comandare dalla rabbia è assolutamente da evitare, si pensa che basta non uccidere e non aggredire fisicamente una persona per non essere cattivi, eppure ci sono parole che feriscono l’animo in maniera profonda, avete pensato mai quante volte le vostre parole hanno potuto uccidere il vostro prossimo?

2-Il Rancore: un aspetto della vita di tutti che è indubbiamente legato all’ira, in questo caso però il soggetto prova a reprimerla non riuscendoci del tutto, questo comporta che la rabbia cresca dentro nei confronti di una o più persone e ci faccia assumere un comportamento negativo.

3- Menzogna: mentire non dev’essere per forza legato a nascondere il male, a volte si mente per proteggere se stessi dalle conseguenze. Per quanto questo istinto di sopravvivenza possa essere naturale, ci sono occasioni in cui la menzogna di questo tipo causa problemi agli altri e quindi indirettamente il male.

4- Paura della propria fede: si fa presto a dire di credere in un contesto di credenti, un po meno in un contesto di atei o detrattori. Ma la vera fede non si nasconde e non ha paura, basti pensare ai Santi dei primi secoli dopo Cristo che si sono sacrificati pur di non rinnegarla. Esporre la propria fede è basilare per non fare vincere i detrattori, negandola, neghi Cristo.

5- Amore materiale: sarebbe inutile parlare dell’attaccamento al denaro o agli oggetti, portiamo quindi l’esempio delle pratiche religiose.  Molte volte le persone di fede amano più l’istituzione Chiesa che il prossimo, questo induce loro ad essere ciechi verso le esigenze di chi non la pensa come loro, ma il Vangelo non sprona forse ad amare incondizionatamente il prossimo?

6- La cultura dell’ego: sarebbe ipocrita non ammettere che fa piacere ricevere complimenti, essere in vista, sapere che le persone accanto a noi pensano che siamo bravi in qualcosa, ma questo piacere  effimero alla lunga può trasformarsi in una droga che ci allontana dalla realtà e dal contatto sincero con le persone. Pensare che facciamo tutto al meglio e che non siamo capaci di commettere errori ci allontana dalle persone e ci mette su di un gradino costruito solo dall’ego.

 

7-La ricerca dell’impurità: impossibile non cadere nella trappola del desiderio per tutta la vita, la tentazione è parte inestricabile di essa. L’atteggiamento più cristiano che si può avere verso l’impurità è quello di rifuggerla con tutte le nostre forze, nel momento in cui si va alla ricerca egoistica e disordinata del piacere si cade in un meccanismo di peccato difficile da abbandonare.

8- La negatività: ci sono periodi in cui i pensieri negativi affollano la nostra mente, questi possono essere causati da un trauma o da una perdita, ma cadere in balia della negatività è quanto di più dannoso di possa fare. Crogiolarsi nella disperazione induce ad assumere comportamenti negativi che ci allontanano dalle altre persone e da Dio. L’unico modo sano di rispondere ad un periodo del genere è meditare e cercare, con l’aiuto della fede, di uscirne per tornare a vivere.