Padre Laurentin, cosa risponde a Monsignor Gemma?
“Anzitutto, gli tributo il mio caloroso saluto. Di solito, a dire il vero, non mi piace parlare di Medjugorje, perchè preferisco seguire la linea del silenzio oculatamente scelta della Chiesa, ma in questo caso proprio non riesco ad essere d’accordo con Monsignor Gemma. Certo, forse il numero delle apparizioni della Madonna è eccessivo, ma non penso che si possa parlare di un inganno satanico. D’altro canto, a Medjugorje si verifica ogni anno il più elevato numero di conversioni alla fede cattolica: Satana cosa ci guadagnerebbe a riportare tante anime a Dio? Guardi, in situazioni come queste la prudenza è d’obbligo, ma sono convinto che Medjugorje sia frutto del Bene e non del Male”.
Monsignor Gemma ha parlato anche di imponenti interessi economici a vantaggio dei veggenti e dei loro collaboratori…
“Neppure questa critica mi sembra troppo convincente. Non dimenticate che nei dintorni di ogni Santuario esistono negozi di articoli religiosi, di souvenir, e dovunque vi sia un Santo o un beato da venerare, accorrono centinaia di pullmans e sorgono strutture alberghiere per dare ospitalità ai pellegrini. Stando al ragionamento di Monsignor Gemma, dovremmo dire che anche Fatima, Lourdes, Guadalupe e San Giovanni Rotondo sono degli inganni ispirati da Satana per far arricchire qualcuno? E poi, mi risulta che persino l’Opera Romana Pellegrinaggi, direttamente collegata al Vaticano, organizzi viaggi a Medjugorje. Dunque…”.
Monsignor Gemma ha anche affermato che la Chiesa cattolica ha negato la veridicità delle apparizioni per bocca dei due Vescovi di Mostar succedutisi nel tempo.
“Mi dispiace dissentire. Due vescovi locali contano, sì, ma relativamente. Allo stato, la Santa Sede non ha negato la veridicità delle apparizioni, ma con la cautela che l’ha sempre contraddistinta, si è limitata a sospendere il giudizio in attesa di ulteriori accertamenti e approfondimenti”.
Il Vescovo-esorcista, che bene conosce il caso Medjugorje, ha sottolineato che fu l’attuale Papa Benedetto XVI, quando era Cardinale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, a vietare i pellegrinaggi organizzati da sacerdoti e religiosi in quel luogo.
“Guardi, nelle note a firma dell’allora Cardinale Ratzinger, non si impedisce ad alcun sacerdote o religioso di recarsi a Medjugorje. Il divieto, se così si può definire, riguardava la partecipazione dei Vescovi a pellegrinaggi di massa”.
Lei è molto vicino alle posizioni del Servo di Dio Giovanni Paolo II, vero?
“Tengo a sottolineare che il Papa polacco disse: ‘Mi spiace dover guidare la Chiesa qui dal Vaticano e non da Medjugorje’. Ciò mi sembra molto significativo”.
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