Il “Latte della Vergine” aiuta le donne a diventare madri

La storia del latte della Vergine Maria si fonda a miti e leggende; tutte vogliono attribuire alla Madonna delle fiale piene col suo latte materno, lo stesso con cui venne cresciuto Gesù e che risulta miracoloso.
Una di queste storie risale al VII secolo; parla di un pellegrino francese che si era recato in Terra Santa, per visitare tutti i luoghi in cui Cristo era vissuto.
Li, però, sarebbe stato fatto prigioniero da un saraceno, che lo tenne forzatamente a suo servizio per 15 lunghi anni. Poi lo liberò e gli permise di tornare alla sua famiglia, dopo avergli regalato un fiala contenente il latte della Vergine Maria.
L’uomo, durante il viaggio di ritorno in Patria, si fermò a dormine nella foresta di Evron (Francia); si coricò a terra, dopo aver appeso la bisaccia, contenente la fiala, ai rami di un biancospino.
Al suo risveglio, il biancospino era così cresciuto, e così alto, che alla bisaccia, rimasta appesa ai rami, non riusciva più ad arrivare.
L’uomo allora chiese l’intervento del Vescovo del posto, che pregò incessantemente perché la pianta tornasse alla sua dimensione naturale, per poter recuperare la fiala.
Così avvenne e, per volere del Vescovo, ispirato da Dio, li si eresse una chiesa, che ancora oggi conserva la reliquia.

I luoghi in cui si trova la reliquia

Ma pare che anche nella Sainte Chapelle di Parigi, come nella cattedrale di Chartes (Francia), a Reims (Francia), a Murcia (Spagna), a Napoli, a Genova, a Venezia, a Roma, nella Collegiata di San Lorenzo a Montevarchi (Arezzo) esistano tracce del latte materno di Maria, nonché di una fervente devozione.
Il latte della Vergine è ritenuto portentoso, in particolar modo per le coppie che desiderano aver dei bambini.

E, proprio a Betlemme, molto vicino alla Basilica della Natività, esiste la Grotta del Latte, in arabo Magharet Sitti Mariam, ossia Grotta della Signora Maria.
La leggenda/storia racconta che, quando Erode ordinò la strage degli innocenti, quindi subito dopo la nascita di Gesù, Maria e Giuseppe col neonato si rifugiarono, per qualche momento, in quella grotta, prima di proseguire per l’Egitto.
Così, mentre Maria allattava Gesù Bambino, caddero delle gocce di latte per terra e, quella grotta, in origine di roccia rossastra, divenne bianca.
Oggi si parla di un’immensità di pezzetti di roccia polverizzata (costituenti la grotta), contenenti in quelle fiale; una roccia calcarea (carbonato di calcio) che diluita in acqua, diventa come il latte e sembra davvero latte.
A venerarla come reliquia, e sin dall’antichità, non sono solo i cristiani, ma anche i musulmani. Tantissime donne, cristiane e musulmane, hanno bevuto il latte della Vergine per problemi di sterilità o si allattamento, perché pare che curi realmente.
Fu un certo Perdicca di Efeso, nel 1250, a notare cosa accadeva in quel luogo e contribuì enormemente a diffonderne il culto.

Come reperire il Latte della Vergine

Ora sono i Francescani a custodire la Grotta del Latte, che intanto è diventata un Santuario.
Già nel 1375, avevano progettato di sistemare la zona e di edificare una chiesa, un convento, un campanile, un cimitero, ma tutto si compì solo nel 1494.
Nel XVI secolo, poi, un terremoto fece precipitare sulla Grotta gli edifici circostanti.
L’ultimo restauro della Grotta del Latte risale al 2007. Affianco vi è ora il Monastero delle Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento, collegato alla grotta da un corridoio interno. Nella Cappella del SS. Sacramento l’Adorazione Eucaristica è continua.
Oggi, i Francescani che custodiscono il Latte della Vergine, attingono la polvere e la donano, corredata di istruzioni per l’uso e di preghiere da recitare, a chiunque la chieda.
Si domanda, poi, alle donne che ne faranno uso, nel caso escano dal loro stato di sterilità e abbiano un bambino, di mandare, li, una sua foto, a testimonianza.
In effetti, una parete, ricoperta di foto di bambini appena nati e di genitori felici, è esibita li vicino. Sono passati ben 16 secoli dall’origine di questo culto e ancora molte donne, tante coppie, si recano nella Grotta del Latte per pregare la Madonna, tanto che la processione di visitatori è continua e vede, fianco a fianco (come in poche altre circostanze), cristiani e musulmani.

Il luogo è anche ornato con lavori di madreperla e pezzi di artigianato, donati da tutti i fedeli, del posto e di altri Paesi.
Molti scavi archeologici hanno rivelato che, al tempo di Gesù, li ci fosse effettivamente un villaggio e che, dal tempo delle Crociate (e forse anche da prima), come raccontano le tombe ritrovate, il culto era già avviato.