L’arma più potente a disposizione del Diavolo, sapete qual è.

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Il Diavolo ci tenta con l’Invidia, come resistervi?

Sebbene il messaggio di amore che la religione cattolica veicola dovrebbe essere foriero di pace e fratellanza c’è sempre il rischio che il diavolo metta il suo zampino e porti i membri dei gruppi di Chiesa a peccare, in che modo? L’arma più potente a disposizione del Diavolo è l’Invidia, essa alberga in ciascun uomo e l’immondo non deve fare altro che istigarla per risvegliarla.

L’Invidia è talmente umana da non poter essere scissa dall’uomo, nemmeno quello con più fede, se non attraverso un lavoro interiore enorme. Persino gli apostoli, che pure erano tutti i messaggeri di Gesù Cristo e ne avevano ammirato la grandezza nella vita terrena furono colti dall’invidia nel momento in cui il figlio di Dio annunciò la propria morte: si misero a litigare tra di loro per chi avrebbe dovuto prendere il suo posto come divulgatore del messaggio.

Lo stesso si può dire analizzando la frase che la madre di San Giacomo e San Giovanni rivolse al Signore prima della sua morte: “Fa che quando regnerai, essi siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra”, la donna chiedeva al signore che i suoi figli diventassero i più importanti dopo nostro signore. Come potete capire è proprio questo sentimento che produce le maggiori contese, che rovina i rapporti, anche i più saldi.

Ma se l’invidia fa parte della natura umana come possiamo sconfiggerla? La risposta a questo interrogativo lo possiamo trovare ancora una volta nella parola di uno dei discepoli di Cristo, è proprio San Pietro detentore delle chiavi della Chiesa che dice: “Dio non fa preferenze di persone”. Molti hanno responsabilità di grande importanza nella chiesa, altri hanno le mansioni più umili, ma chi oserà dire o pensare che l’una sia più importante dell’altra quando il Signore stesso le ha vissute entrambe con la stessa intensità d’amore? Chi potrà dire che Dio preferisce una persona consacrata a una persona sposata quando la Madonna ha vissuto entrambe le vocazioni”.

Il messaggio può essere compreso solo dopo un attenta riflessione spirituale, difficile superare l’ostacolo dell’apparenza per andare a  fondo e comprendere che qualsiasi ruolo anche il più insignificante in apparenza è fondamentale e di pari dignità. Ma un ultimo aiuto per comprendere la grandezza di questo messaggio e superare una volta per tutte la tentazione di voler primeggiare ci viene fornito dal Vangelo secondo Luca: “Colui che fra voi e’ il più piccolo, questi è il più grande”. La piccolezza rappresenta la caratura morale come il ruolo sociale, il messaggio è trasversale e teso a far capire ai fedeli che tutti hanno pari valore e dignità al cospetto di Dio, e che solo con l’umiltà si può diventare più “Grandi”.