Un excursus su ciò che è stato e su ciò che sarà il capoluogo abruzzese.
Era il 6 aprile del 2009 quando una scossa di terremoto devastò l’intera città de L’Aquila e la sua provincia.
Un terremoto che distrusse vite, speranze e voglia di reagire. A 10 anni di distanza, cosa è cambiato? Una serie di venti sismici, più o meno forti e costanti, è durata nella zona dal 2008 al 2012, fino a culminare il 6 aprile del 2009 alle ore 3.32 con una scossa pari a 6.5 gradi.
Un terremoto che ha colpito un territorio estremamente vasto, che ha provocato 309 vittime, 1600 feriti e 10 miliardi di euro di danni, fra patrimonio urbano, cittadino e storico.
Un messaggio del card.Petrocchi, arcivescovo de L’Aquila, risuona come un rimbombo, come i rintocchi delle campane che ricorderanno le 309 persone che non ci sono più: “Spero che le lacrime versate da tutti i familiari diventino feconde, siano fioritura di solidarietà e fraternità. Non ci sono qui, solo macerie materiali, ma anche umane e spirituali. Fratture che solo Dio riuscirà a rimarginare”.
Un messaggio forte quello dell’arcivescovo, un messaggio che tocca il cuore: “Qui il terremoto si vede ancora, si respira nei danni al Duomo, ma anche in tutte le piccole frazioni che sono state colpite. La nostra terra è una terra di terremoti da secoli. Ma ciò che vedo è che, nonostante la distruzione che ci circonda, noi siamo gente forte e tenace che, grazie ad una fede cristiana ben radicata, è ben equipaggiata ad affrontare e vincere gli attacchi minacciosi di un terremoto”.
Il Cardinale, inoltre, prosegue anche sulla lentezza con cui le frazioni più piccole sono costrette a vivere: “Ci sono ancora alcune frazioni all’anno zero. Auspico che vengano velocizzate le procedure per la ricostruzione anche in queste zone, perché non si può più aspettare”.
Un ringraziamento, a chiusura della sua lettera, il card.Petrocchi lo fa a tutti coloro che si adoperarono e si adoperano ancora oggi per il soccorso e l’assistenza alle popolazioni: “Ringrazio voi tutti che lo fate con generosità ed eroismo”.
ROSALIA GIGLIANO
Fonte:vaticannews.va
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