L’Adulterio in rete ieri peccato grave, oggi business.

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Incredibile, l’adulterio non è più solo immorale e – per chi crede –peccato grave: ora è sinonimo anche di business. Lo dimostra un sito canadese, specializzato proprio nell’organizzare incontri per infedeli. Gli affari vanno purtroppo tanto bene da decidere addirittura di compiere il grande passo e di farsi quotare alla Borsa di Londra, ciò da cui spera di ricavare 200 milioni di dollari (pari a circa 187 milioni di euro): l’annuncio ufficiale è stato dato mercoledì scorso da Noel Biderman, amministratore delegato della società che gestisce il sito, la Avid Life Media, peraltro titolare anche di altri due siti “specializzati”: «Abbiamo sviluppato il lato oscuro degli appuntamenti galeotti – gongola trionfante – e questo si è rivelato essere un affare incredibile, di gran lunga più vasto del mercato dei celibatari». Sulla pelle altrui, tanto in termini di perdizione delle anime quanto in termini di famiglie sfasciate.

Il meccanismo è volutamente molto semplice: basta abbonarsi, per accedere agli squallidi “servizi” ed entrare in contatto con altri individui coniugati disposti a tradire ed a lasciar così che l’istinto distrugga la gioia e la bellezza dell’amore per sempre. In realtà, si tratta di coniugati e non, perché il sito si è già totalmente allineato all’ideologia gender imperante, accogliendo anche single, gay o lesbiche in cerca, per così dire, della propria “compagnia” a pagamento, in ossequio al diktat delle lobby Lgbt.

Oggi il sito, che si finanzia con abbonamenti e raccolta pubblicitaria, vanta 34.360.000 iscritti, tutti rigorosamente anonimi, è presente in 46 Paesi e proposto in 28 lingue diverse, compresi l’ebraico, il turco, il cinese, il suomi e molte altre ancora. Tanto da potersi definire come il «leader mondiale per incontri discreti tra persone sposate». E non. Ed il suo giro d’affari, lo scorso anno, si è attestato attorno ai 115 milioni di dollari.

Val la pena a questo punto ricordare cosa preveda il Catechismo della Chiesa Cattolica, ai numeri 2380-2381, in fatto di adulterio: spiega senza mezzi termini che si tratta di un peccato grave, condannato da Cristo e dalla Sacra Scrittura, «anche se consumato con il semplice desiderio»: «L’adulterio è un’ingiustizia – si legge – Chi lo commette viene meno agli impegni assunti. Ferisce quel segno dell’Alleanza, che è il vincolo matrimoniale, lede il diritto dell’altro coniuge e attenta all’istituto del matrimonio, violando il contratto che lo fonda. Compromette il bene della generazione umana e dei figli, i quali hanno bisogno dell’unione stabile dei genitori».

Sul sito trasgressivo, ammiccante, uno slogan recita: «La vita è breve, abbiate una relazione». Non spiega però ai propri turbolenti iscritti il seguito ovvero che la dannazione poi, per le anime, è eterna.