La vita non è un percorso trionfale, ma una battaglia quotidiana

Ad allontanarci dalla retta via è spesso la convinzione, mal riposta, che la vita debba essere un cammino verso il paradiso, un percorso retto che, se illuminato da Dio, non può è non deve presentare ingiustizie o asperità. Questa convinzione è, però, del tutto dettata dalla natura umana, in nessuno dei testi sacri si legge che la vita terrena è un percorso trionfale senza macchia, ma piuttosto una continua battaglia tra il bene ed il male, il giusto e l’ingiusto che albergano in egual misura all’interno del nostro animo. Davanti ad una simile prospettiva si è preparati ad affrontare quello che in futuro ci attende, non è un caso, infatti, che San Paolo ci consigliasse di rivestire la nostra anima dell’ “Armatura di Dio”, poiché è solo attraverso la fede e la preghiera si può uscire vincitori dalle continue battaglie che ci separano dall’ascesa in cielo.

Questa verità è stata oscurata dal peccato originale, da quel giorno la nostra anima è macchiata dal peccato, la nostra memoria è divenuta a compartimenti stagni (siamo fenomenali nel ricordare i peccati altrui ed altrettanto bravi a dimenticarci dei nostri) e la nostra fiducia verso il futuro è stata compromessa (il vero cristiano si nutre di speranza e non ci affoga dentro). In questo contesto di incertezza siamo posti a giudizio costante, non da parte di Dio (quello verrà solo nel momento della morte terrena), ma da parte degli altri esseri umani (sempre pronti a condannare ogni nostro errore) e sopratutto da parte di noi stessi che in assenza di una forte morale e di una guida sicura non riusciamo a discernere ciò che giusto da ciò che è sbagliato.

Il primo errore che commettiamo è quello di credere che il trionfo promesso avvenga già a partire dalla vita terrena. Le croci che ci si pongono innanzi durante la vita sono fondamentali affinché il trionfo avvenga ma nella vita eterna. Queste, infatti, ci permettono di comprendere la natura umana, la cristianità, ci aiutano a crescere e ci preparano a combattere i peccati e la miseria. Affrontate le nostre croci siamo consapevoli dei nostri peccati, delle nostre debolezze e dei nostri errori e solo in quel momento siamo in grado di abbandonarci alla misericordia di Dio.

Il secondo errore è quello di credere che la lotta tra bene e male debba essere fatta contro persone fisiche: la vera lotta è a livello spirituale, ciò che va combattuto è il malcostume, l’ideologia perversa e la moda transitoria che induce l’uomo ad abbandonare Dio per un falso idolo (sia esso un estremismo o una filosofia di vita senza fondamento). In questa lotta sul piano spirituale Dio ci ha concesso delle armi che non dobbiamo mai lasciare: la verità rappresentata dalla discesa e dalla crocifissione di Gesù, e la luce che rischiara la via rappresentata dalla sua parola.