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La Tiepidezza un Pericolo per i Cristiani.

Iniziamo questo articolo con le parole di Papa Francesco, che spiega in maniera mirabile come per un Cristiano ci sia il pericolo della tiepidezza spirituale, i tiepidi seminano confusione prima a loro stessi e poi agli altri.

Ci sono cristiani luminosi, pieni di luce – ha continuato Francesco – che cercano di servire il Signore con questa luce» e «ci sono cristiani tenebrosi» che conducono «una vita di peccato, una vita lontana dal Signore» e usano quelle quattro parole che «sono del maligno». Ma Papa Bergoglio nella breve omelia ha evidenziato come esista anche un «terzo gruppo di cristiani», che non appartengono ai primi due e dunque non sono «né luminosi né bui».
«Sono – ha spiegato – i cristiani del grigio. E questi cristiani del grigio una volta stanno da questa parte, un’altra da quella. La gente di questi dice: “Ma questa persona sta bene con Dio o col diavolo?” Eh? Sempre nel grigio. Sono i tiepidi. Non sono né luminosi né oscuri. E questi Dio non li ama. Nell’Apocalisse, il Signore, a questi cristiani del grigio, dice: “Ma no, tu non sei né caldo né freddo. Magari fossi caldo o freddo. Ma perché sei tiepido – così del grigio – sto per vomitarti dalla mia bocca”. Il Signore è forte con i cristiani del grigio. “Io sono cristiano, ma senza esagerare!” dicono, e fanno tanto male, perché la loro testimonianza cristiana è una testimonianza che alla fine semina confusione, semina una testimonianza negativa».

 

“Magari tu fossi freddo o caldo!” “San Giovanni Evangelista” ­ , gli spiriti angelici non hanno bisogno di conversione e tutte queste lettere sono piene di rimproveri, consigli, ammonimenti e promesse. Allora, a chi sono dirette? La parola profetica ha sempre un destinatario concreto che, nella maggioranza dei casi, è la comunità, il popolo di Dio che riceve il messaggio (cfr. Am 5, 4; Os 4, 1; Is 2, 1; Jr 2, 1­2). Per questo, nel caso delle sette Chiese, “l’angelo” ricettore deve considerarsi nel senso di una personificazione globale dei fedeli della Chiesa particolare.3 Questi messaggi possiedono, tuttavia, anche una portata generale e perenne. Sono parole di giudizio, di purificazione ed esortazione che Gesù rivolge alla Chiesa di tutti i tempi. Le allusioni a situazioni particolari assumono un carattere universale,4 diventando valide per i cristiani di tutte le epoche che si trovino in situazioni spirituali simili a quelle delle menzionate Chiese dell’Asia Minore. In questo modo, potremmo dire che abbiamo nel libro dell’Apocalisse una vera lettera d’amore di Cristo ai suoi, rivelatrice di verità che illumina le menti in tutti i tempi. Terribili conseguenze della tiepidezza “Conosco le tue opere: tu non sei né freddo né caldo. Magari tu fossi freddo o caldo!” Giovanni, come medico delle anime, sa in che situazione si trova la comunità alla quale si rivolge. Riscontra la presenza di un morbus spiritualis, di un’infermità che ha come presupposto la decadenza di un certo grado di fervore iniziale per uno stato di rilassamento, di languidezza dello spirito. In questo contesto, freddo è chi sta nelle vie del peccato, in opposizione alla fervente dedizione di colui che procede verso la santità con entusiasmo. I trattatisti di vita spirituale sono unanimi nell’indicare il pericolo dello stato di tiepidezza e incoraggiano nei loro lettori l’abitudine di sostenere un esame di coscienza, cercando di verificare se adempiono il dovere di cristiani secondo la volontà di Dio o se, al contrario, si trovano in decadenza e mediocrità di spirito. “Ma poiché sei tiepido, non sei cioè né freddo né caldo, sto per vomitarti dalla mia bocca”. Come abbiamo detto sopra, Laodicea riceveva tiepide le acque delle sorgenti e l’acqua tiepida produce nausea. Non piace a Dio l’uomo indeciso e indolente nei suoi impegni di cristiano, quanto invece piace l’uomo ardente e deciso. L’esperienza pastorale dimostra che è più comune la conversione sincera di grandi peccatori, che degli uomini dalla vita cristiana mediocre. I freddi, di cui qui parla il Signore, possono essere i trasgressori della Legge che peccano per ignoranza o debolezza. Quando, però, si rendono conto della loro situazione di peccatori, riconoscono che non hanno meriti davanti all’Altissimo e assumono un atteggiamento di completa umiltà e sottomissione, sperando, come un mendicante, la misericordia di Dio: “Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore!” (Lc 18,13). Al contrario, il tiepido ­ ossia, il cristiano poco impegnato ­ si sente sicuro nella sua campana di consolazione e confida di salvarsi senza grande sforzo. Siccome non si riconosce peccatore né aspira alla santità, le sue poche preghiere sono abitudinarie, molte volte recitate con fastidio, pertanto, senza una vera devozione. Così, è più pericoloso lo stato di tiepidezza spirituale che quello

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