La nostra conversione è stata un miracolo

Mienmiuaif,

“La nostra conversione è stata un miracolo” Questo affermano i Mienmiuaif, un duo canoro nato nel 2014 dopo che i due sono divenuti marito e moglie. Non per niente il nome della band non è altro che una trascrizione fonetica in caratteri di scrittura della frase inglese “Me and my wife” (Io e mia moglie). Nel corso di questi tre anni il duo ha conosciuto una discreta diffusione grazie alle frequenze di Radio Maria, sulle quale non è insolito ascoltare alcuni brani del loro primo (e per ora unico) album ‘Quando saremo piccoli’. I brani in questione sono ovviamente dedicati alla fede e a Dio e sono frutto di un percorso di coppia che ha visto i due musicisti convertirsi poco prima del matrimonio, come racconta il marito in una splendida lettera dedicata alla moglie e riportata su ‘Aleteia’:

“Solo un po’ alla volta, ascoltandoti raccontare la tua conversione, amore mio, ho capito di essere stato miracolato. Quando ne parli a Radio Maria, o durante i nostri “concerti”, oppure con qualche amico o persona con cui iniziamo a entrare in confidenza. Ormai so la storia a memoria, ma solo gradualmente, essendo io un essere umano di genere maschile, e quindi meno evoluto, ho percepito la portata di quanto ti era successo. E di conseguenza anche a me. Una moglie devota. Di quelle che cercano di salvare le anime. Ma che ho combinato io per meritarmi tanta indicibile follia? Il fatto che dopo il mio cambiamento sia avvenuto il tuo, oggi mi sconvolge. Perché non è per niente facile vedere persone cambiare. Io, quando la mia vita è stata stravolta da Dio, ho dato il tuo radicale mutamento di rotta quasi per scontato. Invece non lo era per niente. Eri davanti alla statua di Cristo risorto, a Medjugorie. Avevi chiesto un segno. Un segno chiaro, perché tu hai un caratterino. Me lo immagino, nostro Signore, di fronte alla tua richiesta. Come dire di no? E Lui, davanti a una statua che lo raffigura risorto, ti ha fatto sentire il Suo amore. Come un abbraccio interiore. Una cosa mistica che neanche riesco bene a capire – ma tanto ho imparato a non capirti, sei una donna, sei pure mistica, meglio non provarci nemmeno a infilarmi nella tua materia grigia (che poi in realtà chissà di che colore è la materia grigia di una femmina, chissà che variazioni cromatiche…).

Da quel momento non hai più avuto dubbi. Dio esiste. Cristo è il nostro Salvatore. Addio sincretismi ateismi agnosticismi nichilismi… L’amore che cercavi invano nelle creature, te lo poteva dare solo Lui. E allora era possibile anche sposarsi, perché tanto non dovevo darti io tutto l’amore di cui avevi bisogno. Te lo dava Cristo. Io sono una creatura, maschile per giunta. Davanti a una statua di Cristo risorto hai capito tutto questo. In un istante. E sei partita a 1000. Wow. Certo, la conversione non ha implicato in maniera automatica anche il desiderio di cantare nella marito-moglie band dal nome più incomprensibile del pianeta, però piano piano il Signore mi ha fatto anche questa grazia, di avere a disposizione una cantante capace di rendere ascoltabili le canzoni che scrivo. Miracoli su miracoli. Il Signore è esagerato. L’altro giorno mi è capitato come santo patrono dell’anno Leopoldo Mandic, un gigante di santità alto un metro e quaranta. Probabilmente uno dei santi più piccoli – di statura – della storia. Un messaggio neanche troppo criptato dall’Alto? Forse la “piccola via” della nostra Teresina è appena all’inizio, almeno per me? Forse qualcuno mi suggerisce di non dimenticarmi che l’obiettivo è farsi piccoli, minuscoli? Diminuire? Certo, per me è una mission impossible, ma nulla è impossible a Dio, e infatti ha dovuto stravolgere anche la tua vita pur di far rigare dritto il sottoscritto”.

Un testo questo che mostra tutto l’amore che quest’uomo prova per la compagna che viene concluso con una frase che è insieme un’ennesima dedica d’amore alla moglie ed un ringraziamento al Signore che l’ha messa sulla sua strada: “Se non fossi stato pluri-miracolato ora non sarei sposato, questo è certo”.                                                       Luca scapatello