La Storia dei concili ecumenici – Parte Terza

15 – Concilio di Vienne (Francia), del 1311-1312, indetto dal Papa Clemente V.

Si discusse e si condannarono Templari, Begardi e le Beghine. 

16 – Concilio di Costanza (Germania), del 1414-1418, indetto dal Papa Giovanni XXIII.

I Vescovi risolsero lo scisma d’Occidente, dopo una lotta di 40 anni tra Papi e Antipapi, tra Avignone e Roma, principalmente. Venne deposto lo stesso Giovanni XXIII e l’Antipapa Benedetto XIII. Fu Martino V il nuovo Papa, voluto dal Conclave. Si parlò, inoltre, della possibilità di ritenere le decisioni del Concilio superiori a quelle del Papa (Conciliarismo), ma la richiesta fu respinta.

17 – Concilio di Firenze, del 1431-1443, indetto dal Papa Martino V (morto prima che iniziasse).

Si spostò in diverse sedi; da Basilea (Svizzera), per volere del nuovo eletto, Papa Eugenio IV, che temeva una nuova proposta di Conciliarismo, giunse a Ferrara e poi a Firenze (a causa della peste scoppiata a Ferrara) e infine a Roma. Si raggiunse finalmente un accordo tra chiesa cattolica e ortodossa, sulle tematiche discusse anche in precedenza: la natura dello Spirito Santo, l’Eucaristia, il Purgatorio. Alla chiesa di Roma si unirono, con documenti ufficiali, anche gli Armeni, i Giacobiti, i Siri, i Caldei e i Maroniti.

18 – Concilio Lateranense V (San Giovanni in Laterano), del 1512-1517, indetto dal Papa Giulio II e proseguito dal successore Papa Leone X.

Si discusse sulla disciplina della chiesa, contro alcuni abusi propagati in quei secoli; si emanarono le bolle riguardanti anche l’immortalità dell’anima e la possibile scomunica degli autori di libri pubblicati senza l’approvazione della chiesa. Inoltre, si soffocarono sul nascere molti tentativi di un ulteriore scisma, all’interno alla chiesa stessa.

19 – Concilio di Trento, del 1545-1563, indetto dal Papa Paolo III (che aveva autorizzato i Gesuiti di Sant’Ignazio di Loyola) e proseguito dai successori Giulio III e Pio IV.  

Si condannarono Lutero,  Zwingli e Calvino, per le loro proposte di riforma della chiesa. Si iniziò pertanto, un’azione di Controriforma, per rimettere ordine nelle file degli ecclesiastici e nelle norme e regole relative al nostro Credo, molte delle quali si ritennero valide fino al XX secolo.

20 – Concilio Vaticano I (Roma), del 1869-1870, indetto dal Papa Pio IX (il Papa col più lungo Pontificato della storia, dopo San Pietro), oggi Beato.

Vennero invitate le chiese ortodosse e protestanti, ma non vollero parteciparvi. Si asserì il dogma della infallibilità del Papa ex cathedra, ossia quando opera e si pronuncia come Pastore della chiesa universale. Si valutarono e condannarono, inoltre, molti errori dell’epoca, alcuni derivanti dalle dottrine del materialismo e del razionalismo.

21 – Concilio Vaticano II (Roma), del 1962-1965, indetto dal Papa Giovanni XXIII, oggi Santo, e proseguito dal successore Papa Paolo VI, oggi Venerabile.

Si discussero i dubbi sorti in merito al dogma dell’infallibilità del Papa e la validità dell’operato del Concilio, fino ad allora, che risultò in sintonia coi tempi e aperto verso gli altri Credi. Si evidenziarono, inoltre, le possibilità di azione degli Episcopati, verso la Santa Sede, nonché quelle dei laici nella chiesa stessa. Si modificarono alcune norme riguardanti i poteri del Concilio e, soprattutto, la liturgia, che assunse la forma che oggi conosciamo.