La Promessa di Gesù: “Io regnerò malgrado i miei nemici”

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Le promesse fatte dal Cristo alla sua discepola prediletta  suor Margherita Maria Alacoque, non lasciano dubbi su quanto sia immenso e grande l’amore del Signore per noi, quelle stesse promesse che hanno spinto Papa Leone XIII ha consacrare il mondo intero al Sacro Cuore di Gesù l’11 giugno del 1899.

Discepola prediletta del Sacro Cuore

Tutto questo fu il preludio alla prima apparizione e rivelazione del Sacro Cuore a suor Margherita Maria, e alla missione affidatale di farlo conoscere al mondo, che avvenne il 27 dicembre del 1673: «Il mio divino Cuore», le disse Gesù, «è tanto appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare che, non potendo più contenere in sé stesso le fiamme del suo ardente amore, sente il bisogno di diffonderle per mezzo tuo e di manifestarsi a loro per arricchirli dei suoi preziosi tesori che ti svelerò e che contengono le grazie santificanti».
A partire da quel giorno Gesù le apparve molte altre volte. Durante un’apparizione del 1674, Gesù le chiese due cose semplici e concrete: comunicarsi tutti i primi venerdì del mese e passare un’ora in preghiera tutti i giovedì dalle 23 alle 24, in ricordo delle sue sofferenze nell’Orto degli ulivi, e per chiedere misericordia per i peccatori. Preghiera e sacramenti, dunque: le vie ordinarie che aprono alla grazia di Dio. Cioè al suo Sacro Cuore.
A queste pratiche, per tutti coloro che le avessero seguite, Gesù aggiunse delle promesse, chiedendo a suor Margherita Maria di farle conoscere al mondo. Margherita non sapeva come fare, circondata com’era dalla diffidenza delle sue consorelle, che non le permettevano neppure di farsi un’immagine del Sacro Cuore e di esporla pubblicamente. Ma Gesù la incoraggiava. In una delle sue apparizioni le disse: «Non temere nulla. Io regnerò malgrado i miei nemici e chiunque cercherà di opporsi». «Questo mi consolava molto», aggiunge la santa nella sua autobiografia, «perché non desideravo altro che di vederLo regnare. Affidai, quindi, a Lui la cura di difendere la sua causa, mentre io avrei sofferto in silenzio».
E infatti, ben presto le si offerse un aiuto, nella persona del padre gesuita Claude La Colombière, che fu per molti anni il suo direttore spirituale, riconobbe come ispirate veramente da Dio le rivelazioni ricevute da suor Margherita Maria, la incoraggiò, sostenne la sua causa presso le superiore della Visitazione e si fece egli stesso apostolo della devozione al Sacro Cuore.
A poco a poco, prima il suo monastero, poi alcune famiglie, infine moltissimi già nel corso della vita di santa Margherita Maria aderirono alla devozione al Sacro Cuore, che dopo la sua morte conobbe una diffusione straordinaria, tanto che, a meno di cento anni dalla scomparsa di Margherita Maria, Clemente XIII, sollecitato a istituire per tutta la Chiesa una festa del Sacro Cuore, apprese con stupore che nel mondo esistevano già 1.090 confraternite ad esso consacrate, e si convinse a concedere questa festa il 6 febbraio del 1765.
Fu poi papa Leone XIII a raccogliere pienamente il messaggio di santa Margherita Maria, consacrando il mondo intero al Sacro Cuore l’11 giugno del 1899. Venti anni dopo, a Parigi, sulla collina di Montmartre, dove san Dionigi aveva subito il martirio insieme ai suoi compagni, fu consacrata la grande Basilica del Sacro Cuore che domina la capitale della Francia.
Parallelamente a questi atti pubblici, si diffuse sempre più in tutto il mondo cattolico la devozione al Sacro Cuore.
Quanto a Margherita Maria, la sua vita si concluse, negli ultimi anni, con una crescente richiesta di consigli spirituali e con un sempre più cospicuo numero di persone che volevano vedere e toccare colei che aveva visto e toccato, come Tommaso, il Cuore di Gesù. Ma questo non faceva che aumentare il suo desiderio di vivere in disparte, l’aspirazione che aveva riassunto in una sua frase: «Tutto da Dio e niente da me; tutto di Dio e niente di me; tutto per Dio e niente per me». Questa frase era la semplice risposta alle parole amorose che Gesù le aveva rivolto direttamente poco tempo prima: «Io sono la tua vita e tu non vivrai più che in me e per me».

Promesse del Sacro Cuore

Negli scritti di santa Margherita Maria Alacoque si trovano numerose promesse fatte da Gesù ai devoti del suo Sacro Cuore. Quelle qui elencate, dedotte dalle lettere della santa, ci ricordano in modo sintetico e facile le grazie legate a questa devozione
Concederò le grazie necessarie al loro stato di vita.
Metterò e conserverò la pace nelle loro famiglie, li consolerò nelle afflizioni.
Sarò il loro rifugio in vita e specialmente in morte.
Spargerò abbondanti benedizioni su tutte le loro fatiche e imprese.
I peccatori troveranno nel mio Cuore la sorgente e l’oceano infinito della misericordia.
Le anime tiepide diverranno fervorose.
Le anime ferventi saliranno presto a grande perfezione.
La mia benedizione scenderà nei luoghi dove sarà esposta e venerata l’immagine del mio Sacro Cuore.
Ai sacerdoti e a coloro che opereranno per la salvezza delle anime, darò la grazia di commuovere i cuori più induriti.
Le persone che propagano questa devozione avranno il loro nome scritto per sempre nel mio Cuore.
A tutti coloro che si comunicheranno nei primi venerdì di nove mesi consecutivi, darò la grazia della perseveranza finale e della salvezza eterna.