LA PRESENZA GLI ANGELI NELL’ANTICO TESTAMENTO..

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Non rientrava nel disegno di Mosé, che scriveva per l’istruzione del popolo ebreo, raccontare il grande dramma che segnò le origini del mondo, cioè la rivolta parziale degli angeli, il combattimento vittorioso di San Michele contro Lucifero, l’espulsione dei ribelli, e la loro caduta negli abissi infernali. Nostro Signore, nel Vangelo, fa allusione a questa caduta, quando dice: “Io vedevo Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc.10,18). Egli ci parla altrove del diavolo che “non è rimasto nella verità” (Gv.8,44). San Giuda ci dice anche che certi Angeli “non hanno saputo conservare la loro preminenza” (Gd.6). Sono là i fondamenti scritturali del dogma della caduta degli angeli; noi ci ritorneremo più avanti. Il racconto di Mosé si collega alle origini della specie umana. Ma qual è questo serpente che seduce i nostri progenitori col suo linguaggio insidioso ed empio? L’animale senza ragione è un semplice strumento mosso da uno spirito che resta invisibile, e che la Saggezza chiama il diavolo. “La morte, dice, è entrata nel mondo per l’invidia del diavolo” (Sag.2,24). E’ da ciò che il diavolo fu “omicida fin dall’inizio” (Gv.8,44). Gli spiriti interpretano dunque un ruolo, disgraziatamente funesto, nella prima pagina della storia dell’umanità. …
A fianco del cattivo spirito, appare lo spirito buono; ma egli esercita dapprincipio un ministero di giustizia. Un cherubino che ha una spada di fuoco difende l’accesso dell’albero della vita ai nostri progenitori espulsi dal paradiso (Gn.3,24).
Non è espressamente questione degli Angeli nel racconto del diluvio. Ma quando la Scrittura ci dice che “La Saggezza governò il giusto per mezzo di un legno disprezzabile” (Sap.10,4), è fuori di dubbio ch’essa impiegò a questa preservazione il ministero degli spiriti angelici; essi tenevano il governo dell’arca sulle acque tracimate.
Là dove la loro azione tutelare comincia a manifestarsi d’un modo ininterrotto, è alla nascita del popolo di Dio.
Abramo è in un rapporto continuo con gli Angeli. Essi gli appaiono, vicino alla quercia di Mambré, sotto forma di tre viaggiatori; uno di essi tiene la persona del Signore, parla con autorità, e gli altri due non sembrano essere là che per eseguire i suoi ordini: Questi si recano a Sodoma, e ritirano Lot dal centro di questa città infame, votata alle vendette divine (Gn.18 e 19).
Questa protezione degli Angeli si estende su Agar la serva. Una prima volta un inviato celeste le annuncia il destino di Ismaele; una seconda volta le mostra un pozzo nel deserto, allorché sta per morire di sete col suo bambino (Gn.16,7; 21,17).
Se gli Angeli vigilano sul figlio della serva, vegliano ben più ancora sul figlio della donna libera. Uno di essi ferma il braccio di Abramo, già alzato per immolare Isacco (Gn.22,11). Un angelo serve da intermediario invisibile nelle nozze di questo patriarca con Rebecca (Gn.24).
Giacobbe non è meno familiare con queste apparizioni misteriose. Addormentato sulla pietra di Bethel  egli vede prolungare al di sopra della sua testa la scala simbolica sulla quale gli Angeli salgono e discendono. Quando egli è presso Laban, un Angelo lo avverte che è venuto il momento di ritornare in Canaan.
Sulla strada, egli vede delle legioni di Angeli e grida: “E’ là il campo di Dio” (Gn.32,2). Poi egli lotta tutta la notte con un essere dalla forma umana, nel quale, secondo Osea, bisogna riconoscere un angelo (Osea 12,34). Sull’orlo della tomba, spezzato e cieco, ma illuminato dall’alto, egli invoca sulla fronte dei suoi nipoti, i figli di Giuseppe, di Efraim e di Manasse, l’Angelo che l’ha estratto sano e salvo da tutti i pericoli (Gn.28,12;31,11;32,1;48,16).
Gli Angeli che hanno vegliato sui patriarchi e che li hanno guidati in tutte le loro strade, vigilano sul popolo di Dio divenuto adulto e che lascia l’Egitto.
Un Angelo, senza dubbio l’Angelo di Giacobbe, cammina con la nube all’avanguardia degli Ebrei emigranti; al passaggio del mar Rosso, egli passa in retroguardia per difenderli dagli inseguimenti del Faraone (Es.14,19). A diverse riprese, un Angelo è annunciato a Mosé come guida del popolo verso la Terra promessa. Così a lato della guida visibile Mosé, ve ne è una invisibile, l’Angelo del Signore. E nessuno dubita che fu quest’Angelo che conversò con il grande profeta nel nome del Signore.
Questa condotta generale non impedisce gli interventi particolari degli spiriti celesti, Nulla di più strano del racconto biblico dove si vede un Angelo che ferma, la spada alzata, l’asina di Balaam; l’asina, si sa, apre la bocca, ed avverte con una voce umana il falso profeta del pericolo che corre (Nm.22,22-36). L’angelo incaricato del popolo di Dio non smette il suo ufficio, quando gli Ebrei sono installati nella Terra promessa: Ben meglio, egli si mostra visibilmente agli occhi del popolo, e gli indirizza dei vivi rimproveri della sua poca obbedienza agli ordini del Signore; a questa predicazione di un nuovo genere, il popolo scoppia in singhiozzi; ed il luogo dove accade questa scena così notevole si chiama ormai “il luogo dei piangenti” (Giud.2,5).
Gli interventi angelici continuano al tempo dei Giudici: Un Angelo si mostra agli occhi di Gedeone, gli annuncia che sterminerà Madian, e appoggia la sua profezia con la discesa del fuoco sul sacrificio dell’Israelita. (Giud.6,11-22). Un pò più tardi un Angelo annuncia alla moglie di Manué ed a Manué stesso la nascita di Sansone; e l’inviato celeste risale verso Dio nelle fiamme di un olocausto (Giud.13,3-21).
La Sacra Scrittura non menziona espressamente l’azione visibile degli Angeli nella storia così drammatica di Davide: Ma come negare che il santo re abbia parlato per esperienza, quando egli ha cantato: “Dio ha comandato ai suoi Angeli di custodirti in tutte le tue vie; essi ti porteranno nelle loro mani di modo che il tuo piede non urti contro la pietra. Tu marcerai sull’aspide e sulla vipera, tu caccerai ai piedi il leone ed il drago” (Salmo 90).
Sulla fine del regno di Davide, in punizione di un peccato di vanità ch’egli aveva commesso – terribile esempio che non si saprebbe troppo meditare -, un Angelo sterminerà per peste 70.000 Israeliti; calmato dalle suppliche e gli olocausti del santo re, egli ripone la spada nella guaina. Gli Angeli sono dunque i ministri dei flagelli di Dio (1 Paral.21).
Il profeta Elia è sotto la custodia degli Angeli. E’ un angelo che gli fa mangiare il pane miracoloso la cui virtù lo sostiene durante un viaggio di 40 giorni. E’ un Angelo che gli ingiunge di annunciare a Ocozia e ad Acaz la loro morte imminente (3 Re 19,5; 4 Re 1,15).
L’occhio di Eliseo segue i movimenti degli eserciti angelici che vengono in aiuto della città, dove li circondano i cavalieri ed i carri del re di Siria; egli ottiene dal Signore che il suo servo contempli questo meraviglioso spettacolo, cavalieri celesti, carri di fuoco (4 Re 6,17).
L’Angelo sterminatore viene in aiuto di Ezechia che tiene assediato Sennacherib; in una notte egli riempie il suolo di 185.000 nemici (4 Re 19,35).
Durante la prigionia, i Santi Angeli seguono gli Israeliti nel loro esilio. Si conosce la storia di Tobia: l’Arcangelo Raffaele sotto forma umana entra in scena, e compie tutta una serie di toccanti prodigi in favore di questa famiglia benedetta da Dio; è l’azione invisibile degli spiriti celesti resa visibile e palpabile; è il poema drammatico degli Angeli custodi.
Giuditta, che lotta per la libertà della patria, testimonia che un Angelo l’ha condotta e riportata non solamente sana e salva, ma pura da ogni sozzura (Giuditta 13,20).
Gli Angeli intervengono in ogni istante nei racconti e nelle profezie di Daniele. Essi discendono con i fanciulli nella fornace e allontanano da essi le fiamme divoranti; discendono col profeta nella fossa dei leoni, e fermano la gola di queste belve indomite; trasportano presso di lui il profeta Abacuc, che gli dona di che mangiare (Dan.3,49;6,22;14,32). Daniele, l’uomo dei desideri, dal cuore umile e puro, ha la visione di un Angelo in tutto il suo splendore; ne resta sconvolto, sviene; l’Angelo lo rassicura, e l’introduce nei consigli degli spiriti celesti e di Dio stesso (Dan.10).
L’assistenza degli Angeli non è meno notevole presso i Maccabei. Giuda Maccabeo chiede al Signore che si degni di inviare un buon Angelo per la salvezza d’Israele: toccante preghiera che Dio esaudisce visibilmente! perché si vede camminare davanti a lui un cavaliere vestito di bianco e che brandisce delle armi d’oro. Precedentemente già, nel momento più aspro di una lotta, i nemici avevano visto discendere dal cielo cinque cavalieri splendenti che circondavano e coprivano il valente guerriero: due tra di loro lo proteggevano a destra ed a sinistra, allontanavano da lui i dardi nemici e lanciavano delle folgori che seminavano dappertutto la morte e lo spavento (2 Mac.11,6;10,29-30).
Angeli dei combattimenti, Angeli della pace, come è magnifico il vostro ruolo! Che bisogna dunque fare per meritare il vostro soccorso?
Voi avete protetto il popolo ebreo; voi proteggete ben maggiormente ancora il popolo cristiano.
GLI ANGELI NELL’ANTICO TESTAMENTO. Di Emmanuel Andre’