La preghiera senza contemplazione è vuota

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Avete mai pensato che le vostre preghiere fossero vuote? Che il recitare una formula precostituita non potesse rappresentare il vostro più intimo desiderio? Vi siete mai soffermati ad ascoltare quello che le preghiere dicono, o le recitare come un rumore vuoto del suo più intimo significato?

 

Se queste domande vi turbano, o vi sono mai passate per la testa vi consigliamo di leggere l’opinione di Don Andrea Gasparino (diocesi di cuneo) sul rosario. Il sacerdote è un grande esperto di preghiere ed associa (come giusto) la preghiera ad una fase contemplativa, così, quando un ascoltatore di ‘Radio Maria’ gli dice che la sua preghiera spesso gli sembra arida, lui risponde: ”Devi fare una rivoluzione della preghiera. Quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà”.

 

Le parole di Don Gasperino sono utili all’ascoltatore, ma si possono perfettamente adattare a chiunque fa della preghiera un esercizio quotidiano (prima di mangiare o di andare a letto) ma non ci si ferma a pensare su. Per fare comprendere il suo discorso all’ascoltatore, il sacerdote cita il rosario e l’Ave Maria e dice: “Quando reciti il rosario soffermati sul mistero e chiedi alla Madonna qual è il mistero? Oppure soffermati a meditare sul rosario, ad esempio, quando arrivi a: “prega per noi peccatori, adesso…” soffermati sulla parola “Adesso” e pensa a cosa dovresti fare per allinearti alla parola di Dio, forse devi perdonare…”. Con queste parole Don Gasperino fa capire che la preghiera senza la fase contemplativa è come “Un cadavere”.

 

Il sacerdote risponde allo stesso modo ad un altro ascoltatore che gli dice di non riservare mai tempo alla preghiera del silenzio, il suo rapporto con Dio, insomma, non è biunivoco ma a senso unico. Riprendendo lo stesso discorso della contemplazione, invita il fedele a riservarsi un momento per ascoltare Dio, d’altronde Lui sa già i nostri peccati ed i nostri pensieri, la preghiera è un modo per stabilire un contatto con Lui è farci guidare nella vita, che senso ha pregare se poi non ascolti cosa ha da dire Dio? Per questo motivo il consiglio dato al fedele è: ”Chiedi a Dio cosa hai da dirmi oggi? Poi attendi la risposta con pazienza ed umiltà, se non arriva subito arriverà nel corso della giornata”.

 

L’ultimo consiglio di Don Gasperino riguarda le preghiere di gruppo, un credente si lamenta che nelle ore di preghiere collettive, queste vengono fatte in maniera confusionaria e con gesti  insoliti e lui teme che non rispecchiando il rituale di preghiera canonico possano non avere effetto. Il sacerdote con benevolenza gli dice che la domanda da porsi è un altra: “In quelle ore sono riuscito a parlare con Dio anima ad anima?”,  l’importante quando si prega è riuscire a sentire cosa vuole Dio da te, nel tuo profondo, se riuscite a fare questo, se gli prestate attenzione non esiste formula o preghiera che non sia valida.