La morte non spaventa i santi

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Con il giorno di Ognisanti ormai alle spalle, ma con il suo significato ancora impresso nella mente, vi proponiamo di seguito gli stralci di una riflessione che Chiara Amirante ha voluto rilasciare ieri pomeriggio nel suo blog personale.

 

La Amirante comincia con una riflessione che può sembrare banale, ma che se ci riflettete a fondo non lo è: lei dice che i santi sono persone comuni che hanno avuto il coraggio di perseguire la strada di Dio senza il minimo dubbio, che hanno imparato a vivere nella sua luce ed in questo modo sono riusciti a realizzare il suo sogno “In Pienezza”. Grazie a questa totale devozione Dio li ha utilizzati come strumento per compiere grandi azioni e questo li ha resi immortali ai nostri occhi.

 

La considerazione successiva, riguarda chi, come noi, non è riuscito a perseguire il sogno di Dio per intero, il motivo di questo “Fallimento” è dovuto ad una mancanza di concentrazione, troppe volte, infatti, siamo distratti dalla vita di tutti i giorni, dai nostri obbiettivi personale, dai nostri piccoli dolori, questo ci fa dimenticare il quadro generale, rendendoci perfettamente “Umani”. Questa considerazione sulla fallacità umana viene seguita da un messaggio di speranza, sentito tante volte ma da alcuni mai interiorizzato (per quanto si provi a seguirlo con le più strenue forze): “Dio è Amore e ci ha creati a sua immagine e somiglianza! Il Suo disegno sulla nostra vita supera di gran lunga il più meraviglioso dei sogni che noi vorremmo realizzare”. Dunque, l’invito è quello di non perdersi nella vita di tutti i giorni e di continuare a perseguire il volere più grande di Nostro Signore, esattamente come diceva Santa Caterina: “Non accontentatevi delle piccole cose perché Dio le vuole grandi”.

 

In un giorno come quello di ieri il pensiero non poteva non tornare ai terremoti, alla sofferenza che in questi mesi i nostri connazionali hanno patito. Le catastrofi insegnano che la vita per quanto lunga possa apparire, può svanire in qualsiasi momento senza un preavviso, dunque, se, come insegnato dal catechismo, questa vita terrena non è altro che un percorso di purificazione verso una metà più alta (l’eternità del paradiso) non ci si può perdere in futilità, ogni istante della nostra vita dev’essere pregno di significato, queste le parole di Chiara Amirante: “La morte, anche se ci rifiutiamo di guardarla in faccia, è una delle poche certezze che abbiamo nella vita e ci ricorda che questa vita, per quanto lunga possa apparirci è solo un attimo rispetto all’eternità che ci attende”.

 

Questa disamina sulla vita e sull’eternità filtrata dall’esempio dei Santi non può che concludersi con la viva speranza che il loro esempio possa fungere da guida a tutti noi e permetterci di apprezzare l’Amore immenso di Dio al punto da farlo entrare pienamente nella nostra vita.