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Miracoli e Testimonianze

Ecco come la Mistica Natuzza riviveva la passione di cristo

 

 

NATUZZA EVOLO E LA PASSIONE

 

 

 

Molti Santi, durante la vita terrena, furono provati nel copro e nello spirito, proprio come Gesù Cristo nei giorni della Passione. Le stimmate dei chiodi della crocifissione, la ferita al costato e le sofferenze che Cristo provò sulla strada verso il Calvario, si manifestavano sul corpo di quei futuri Santi, proprio durante il periodo antecedente la Pasqua.

Una piccola cittadina calabrese, Paravati, che diede i natali a Mamma Natuzza, ricorda e commemora come lei abbia mostrato i segni dalla Passione di Cristo sulla sua persona, per tutti gli anni vissuti in mezzo ai fedeli e ai seguaci, di quel posto e poi di tutto il mondo. Molte persone che ebbero la possibilità di incontrarla conservano bende e fazzoletti, con tracce del suo sangue, e testimoniano che la Pasqua di Natuzza era vissuta con profondo dolore, ma sempre con la presenza viva di Gesù e di Maria, letteralmente.

Ecco una trascrizione riguardante il giorno Venerdì 15 marzo, del 1996. Alle ore 7:30, Natuzza parlò con Gesù, apparsole in vesti bianche, le disse “Figlia, questa è la prima caduta, offrila per il mondo intero, pieno di peccati, di orrori, di malvagità. Il mondo intero è sull’orlo del precipizio e tu stai soffrendo tanto perché il tuo cuore non ha pace. Ti senti sola? Non sei sola, ci sono io con te. Ti sei arresa? Hai detto che mi davi tutto e mi hai dato veramente tutto. Il Cireneo mi ha accompagnato per un giorno al calvario e tu è da una vita. E’ ora che tu ti arrenda e dica basta. Centinaia di migliaia di persone sono venute da te non per portarti gioia, ma per scaricare su di te il proprio fardello e tu ti sei fatta carico di grandi sofferenze per sollevare le loro pene, pregando notte e giorno e soffrendo. Dovevi anche badare al tuo corpo, ma hai voluto offrire tutto per amore degli altri. E’ ora di dire basta. Non devi essere dura con te stessa. Hai sofferto tutta la vita per i peccatori.”.

Ecco invece il messaggio di Martedì 2 aprile, 1996. Alle ore 6:00, Natuzza vide Gesù poggiarle la corona sulla testa: “Figlia ti volevo risparmiare la corona di spine come ti ho detto tutte le altre volte, ma questa volta lo farò. Sarà l’ultima. Accettala con amore e offrila per gli ammalati che non accettano la loro sofferenza, una sofferenza piccola la vedono grande. Credo che tu puoi essere soddisfatta di una vita intera donata a me per il mondo. Non credere che non abbiano ottenuto niente. Parecchi sono migliorati e tanti si sono convertiti. Non credi che per te è una gioia? Quando una persona fa un bene a un’altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: “Signore grazie che mi hai dato la possibilità di fare il bene e deve ringraziare anche la persona che gli ha permesso di fare il bene.”.

E’ un bene per l’uno e per l’altro. Ringrazia Dio che nessuno ti ha rifiutato il bene che gli ha fatto. E’ stata una soddisfazione per te e per loro: per te che l’hai fatto e per le persone che l’hanno ricevuto. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l’occasione di fare del bene. Non come i sepolcri imbiancati che fanno un piccolo bene e poi se ne vantano. Quello non ha valore. La carità ha valore quando si fa nascosta e si trova l’occasione per farla.”.

 

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