La macchina della morte che uccide la persona in 30 secondi | Horror o realtà?

Si tratta di un marchingegno studiato appositamente per essere realmente utilizzato? La terribile macchina che sembra uscita da un film dell’orrore è la prova di quanto stia avanzando la cultura della morte.

Da tempo ormai vediamo una terribile avanzata della ideologia mortifera nel Vecchio continente e questo è solo l’ultimo degli inquietanti segnali.

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L’inventore di questo strumento demoniaco si chiama Philip Nitschke, e il nome che ha dato alla sua macchina è “Sarco Suicide Pod”. La persona vi entra per farsi uccidere. Una volta chiuso il coperchio, colui che è all’interno si limita a rispondere ad alcune domande, preme un pulsante e a quel punto l’azoto che verrà diffuso all’interno della cabina ucciderà la persona in circa 30 secondi.

La cultura della morte avanza a grandi passi

Purtroppo, questo genere di follie stanno diventando la realtà a due passi dal nostro Paese, in Svizzera, dove il governo da tempo già ha dato il via libera per l’apertura di cliniche per il suicidio a pagamento. Ora ha approvato anche questo inquietante marchingegno. “La Svizzera ha appena legalizzato un nuovo modo di morire tramite suicidio assistito”, scrive Yahoo News.

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La Sarco Suicide Pod è quindi una capsula portatile stampata in 3D simile a una bara, con delle finestre e che può essere trasportata in qualsiasi luogo. Un vero e proprio strumento di uccisione, rivendicato dal suo inventore Nitschke, fondatore dell’associazione Exit International. L’uomo, al sito Web SwissInfo.ch, ha parlato di tutto questo con grande entusiasmo.

“La macchina può essere trainata ovunque per la morte”, ha detto. “Può essere in un ambiente idilliaco all’aperto o nei locali di un’organizzazione di suicidio assistito, per esempio”. L’idea è quella di non porre più alcun confine alla morte e all’eutanasia, dando in mano all’uomo la possibilità di disporne a proprio piacimento. La macchina potrebbe essere già disponibile e operativa in Svizzera nel 2022.

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L’incredibile rivendicazione del suo autore e i dubbi dei “competitor”

“La persona sperimenterà un vago disorientamento e una lieve euforia, prima di perdere conoscenza. La morte avverrà per ipossia e ipocapnia, cioè mancanza di ossigeno e anidride carbonica, senza provocare panico né senso di soffocamento”, spiega con assurda soddisfazione l’inventore, assicurando che la morte arriverà in meno di 10 minuti.

Anche se la notizia non è stata presa al meglio dai fornitori di suicidio assistito locali, che hanno fatto cioè dell’eutanasia il proprio business e che ora si troverebbero a dover spartire il proprio mercato con questo strumento per la morte “fai da te”. Nel 2020 quasi 1.300 persone sono morte in Svizzera ingerendo sodio pentobarbital diluito fornito dagli specialisti delle associazioni che forniscono questo genere di servizi.

Philip Nitschke – photo web source

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“Vogliamo rimuovere qualsiasi tipo di revisione psichiatrica dal processo e consentire all’individuo di controllare il suicidio autonomamente. Il nostro obiettivo è sviluppare un sistema di screening gestito dall’intelligenza artificiale per stabilire la capacità mentale della persona. Naturalmente c’è molto scetticismo, soprattutto da parte degli psichiatri”.

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