La libertà di pensiero e quella religiosa, possono essere limitati, chi lo dice l’ONU

 

 

In vista dell’ insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, gli allora governi USA e UE hanno insistito perché venisse eletto alle Nazioni Unite un esperto indipendente che vigilasse sul rispetto dei diritti planetari della comunità LGBT. Un evento senza precedenti che è passato, grazie ad un buon lavoro di lobbyng, con un margine minimo di voti (86 favorevoli, 77 contrari). Successivamente è stato bocciato un provvedimento richiesto da 50 paesi africani dove si chiedeva che i poteri dell’esperto fossero limitati e definiti con maggiore precisione. Mentre la Polonia, la Croazia e l’Ungheria hanno ottenuto che questo non potesse avere ingerenze sulla loro legislazione in fatto di matrimoni, come sappiamo in quei paesi l’unico matrimonio concepito è quello tra uomo e donna.

 

Il dubbio che è nato subito dopo l’istituzione di questa figura è legato alle finalità di questo controllore, possibile che l’esperto sia stato eletto per limitare la libertà d’espressione degli oppositori alla comunità LGBT? La conferma di questo lecito dubbio si è avuta proprio in questi giorni, quando il controllore, il thailandese Vitit Muntarbhorn, professore e avvocato anch’esso omosessuale e attivista LGBT, ha tenuto la sua prima conferenza alle Nazioni Unite (evento a cui hanno partecipato solo i favorevoli al suo insediamento).

 

Nel suo lungo discorso improntato sul rispetto dei diritti, il professore ha fatto una classifica di importanza degli stessi, affermando che ce ne sono alcuni inalienabili ed altri, come la libertà di pensiero e quella religiosa, che possono essere limitati. Ora queste affermazioni risultano alquanto retrograde e pericolose, ma esprimono una tendenza ormai radicata anche in Italia, ovvero l’intoccabilità della comunità omosessuale e affini. La limitazione religiosa a cui fa riferimento Munarbhorn è riferita, con ogni probabilità, ai passi in cui San Paolo condanna l’omosessualità (la lettera ai romani).

 

Insomma siamo di fronte ad una grave ingiustizia che permette ad una cerchia ristretta di limitare il pensiero della maggior parte del mondo, l’unica speranza è che grazie alla presidenza Trump e al conseguente mancato appoggio degli USA, questa figura venga molto limitata se non addirittura soppressa.