In questi giorni in Francia è stata emessa una sentenza contro l’allestimento di presepi che fossero simbolo di evangelizzazione. In nome della laicità il consiglio di stato aveva espresso già il suo giudizio qualche mese fa dicendo che sarebbe stato permesso, a chi lo volesse, di esporre un presepe al patto che questa esposizione fosse legittimata come evento culturale o festivo e non come espressione di fede e celebrazione religiosa della natività di Cristo.
Come potete ben capire questo concetto stesso contiene un controsenso, come può la Sacra Famiglia non essere simbolo di una celebrazione religiosa? Il controsenso insito nella sentenza del consiglio di stato è stato colto anche da chi si professa avverso alla confessione religiosa, così, in un comunicato ufficiale, Il Gran d’Oriente di Francia, si è pronunciato contro la decisione accusando il Consiglio di Stato di voler “Confessionalizzare” la nazione, minando il principio costituzionale di laicità in tutti i suoi elementi costitutivi (neutralità degli enti pubblici di fronte ai culti e diritto di eguaglianza di tutti i cittadini appartenenti a differenti credi religiosi).
Non è ancora chiaro come il presepe possa minacciare i principi base della laicità a nessun livello, a quale credente di religione avversa abbia potuto dar fastidio, d’altronde trattandosi di una esposizione di tipo culturale essa esula dal concetto religioso, almeno nominalmente. Il principio di laicità dello stato impone che non sia lo stato a imporre un culto, ma non impedisce al privato, previa autorizzazione, a fare un esposizione pubblica, l’opposizione a questo diritto così com’è stata presentata rende palese che dietro la sentenza del Consiglio di Stato (forzatamente farraginosa) c’è la massoneria che spinge per oscurare la professione di fede.
Tant’è che la prima obbedienza massonica francese, si è espressa fortemente contro la sentenza statale, accusando il governo di aver fatto dei contorsionismi pur di imporre la presenza del presepe nei luoghi pubblici, la loro opposizione si fonda sul fatto che non si possa distinguere tra presepi che rispettano le norme imposte e quelli che dietro l’etichetta di mostra culturale celano intenti religiosi. Nonostante su un punto i massoni abbiano ragione, nel senso che non si può scindere l’aspetto religioso dalla Sacra Famiglia, allo stesso tempo non se ne comprende tanta avversione e sorge spontaneo chiedersi se questi avrebbero fatto lo stesso con un altro genere di rappresentazione religiosa, o semplicemente abbiano un contenzioso con la religione cattolica.
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