LA FAME NEL MONDO DEBELLATA ENTRO IL 2030, DICE LA FAO A PAPA FRANCESCO

“Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio (…). Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito (…).

Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? (…) Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me.”.

Ed è davvero doloroso appurare che, invece, molte persone, nel mondo, muoiono perché non vengono soccorse in tempo, nei loro bisogni più essenziali, come la troppa fame!

Durante la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, anche Papa Bergoglio riferisce alla Fao che questi problemi vanno debellati al più presto, probabilmente cercando di eliminare le cause del disagio climatico e delle tante guerre, non ancora cessate in molti Paesi.

Questi problemi certamente non aiutano i popoli a trovare una propria via di scampo, a combattere miseria, fame e ogni altra indigenza.

“Cambiare il futuro della migrazione. Investire nella sicurezza alimentare e nello sviluppo rurale”, recita il motto dell’incontro della Fao con le autorità, mentre una statua in marmo bianco svela un Angelo che sorveglia Aylan, il bambino siriano annegato sulla spiaggia di Bodrum, in Turchia, due anni fa, divenuto il simbolo di chi muore mentre scappa dalla morte.

E’ stato proprio Papa Francesco a donare alla Fao di Roma la scultura, perché ricordino di mantenere il loro impegno e la promessa di eliminare la fame nel mondo entro il 2030!

“Dunque, riflettere su come la sicurezza alimentare può incidere sulla mobilità umana significa ripartire dall’impegno per cui la Fao è nata, per rinnovarlo. La realtà odierna domanda una maggiore responsabilità a tutti i livelli, non solo per garantire la produzione necessaria o l’equa distribuzione dei frutti della terra – questo dovrebbe essere scontato – ma soprattutto per tutelare il diritto di ogni essere umano a nutrirsi a misura dei propri bisogni, partecipando altresì alle decisioni che lo riguardano e alla realizzazione delle proprie aspirazioni, senza doversi separare dai propri cari.”, dice Papa Francesco nel suo intervento.

E’ inconcepibile, infatti, che ancora oggi “la morte per fame o l’abbandono della propria terra è notizia quotidiana, che rischia di provocare indifferenza. E’ urgente dunque trovare nuove strade, per trasformare le possibilità di cui disponiamo in una garanzia che consenta a ogni persona di guardare al futuro con fondata fiducia e non solo con qualche desiderio.”.

E ci si chiede come mai il progresso, le tante innovazioni scientifiche, “non riescono ad eliminare l’esclusione di gran parte della popolazione mondiale: quante sono le vittime della malnutrizione, delle guerre, dei cambiamenti climatici? Quanti mancano del lavoro e dei beni essenziali e si vedono costretti a lasciare la loro terra, esponendosi a molte e terribili forme di sfruttamento?”.

Per risolvere questa enorme ed urgente, quanto radicata piaga dell’umanità, bisogna che si parli, che ci sia un dialogo proficuo tra coloro che possono cambiare le cose. Ci si deve render conto che la distruzione dell’ambiente, come l’avidità di alcuni, mantiene interi popoli nella povertà e per decenni saranno costretti ancora a vivere di stenti.

“E’ pertanto necessario lo sforzo per un consenso concreto e fattivo, se si vogliono evitare effetti più tragici, che continueranno a gravare sulle persone più povere e indifese. Siamo chiamati a proporre un cambiamento negli stili di vita, nell’uso delle risorse, nei criteri