La Chiesa Ortodossa stoppa il gender

 

 

In difesa dei diritti dell’uomo si sono schierati i Vescovi della Chiesa Ortodossa Ucraina, una presa di posizione che fino a qualche hanno fa non sarebbe stata possibile per via dei dictat governativi che imponevano un unica filosofia di pensiero. Oggi, all’indomani dell’Unione Sovietica, la Chiesa Ortodossa è libera di esprimersi e lo fa in difesa  della sua gente di comune accordo con la posizione sostenuta dalla Chiesa Cattolica.

 

Il “Nemico” è la teoria “Gender” rea, secondo l’Arcivescovo Maggiore Sviatoslav Shevchuk (Firmatario dell’enciclica), di tentare di distruggere: “La percezione della sessualità umana come dono di Dio naturalmente connesso alla differenze biologiche tra uomo e donna”. L’effetto secondario di questa teoria è quello di creare un disordine relazionale, il pericolo, invece, è che la società ucraina possa accettare come vere determinate teorie “Ateistiche” per la falsa concezione che bisogna difendere il diritto di ogni persona e, di conseguenza, raggiungere un uguaglianza di fondo.

 

A tal fine, nelle undici pagine dell’enciclica si ricorda come la sessualità (sia maschile che femminile) sia un dono di Dio e come questo dono sia onnicomprensivo di anima, corpo e spirito. Come dimostrazione di tale indiscutibile realtà, l’Arcivescovo mette in evidenza alcuni passi della Bibbia dove vengono descritte le differenze tra i sessi e dove viene ricordato che il ruolo dell’essere umano è quello di rispettare le leggi divine per poter accedere all’eterna comunione con Dio.

 

Nell’enciclica viene spiegato anche come vengono trasgredite le leggi di Dio: la sessualità, si diceva prima, è un dono di Dio, la teoria Gender mette in discussione tale dono abusando del libero arbitrio concesso. Non è un fenomeno nuovo, ci tiene a precisare Shevchuk, bensì’ un lascito dei nostri progenitori, i quali per primi hanno disobbedito alle leggi di Dio condannandoci alla sofferenza in terra.

 

Viene sottolineato anche che nel corso dei secoli l’essere umano si è definito sempre in base al sesso  biologico e che solo in questi ultimi anni questa distinzione è andata a cadere. Come è stato possibile? Qualcuno dall’alto ha cominciato a diffondere una teoria per farla accettare gradualmente, successivamente è stata diffusa in maniera opprimente attraverso mezzi di comunicazione e leggi  divenendo più che una teoria, un’ideologia dittatoriale imposta dall’alto.

 

Grazie a questo lavoro di lavaggio mentale, quello che prima veniva unanimemente definito contro-natura adesso è simbolo di un eguaglianza di fatto, dice Schevchuk: “Non solo il sesso biologico non influenza la scelta del ruolo sociale, ma che il ruolo pubblico dell’uomo e della donna non è più necessario. La persona umana è compresa come una specie di “libertà incorporea” di cui è creatore e della quale costruisce l’identità. E così tutti possono scegliere il sesso che vogliono, perché alla persona “è offerto di non limitare il proprio sesso biologico al concetto di uomo o donna, o anche al ruolo sociale di uomo e donna, ma piuttosto di scegliere il proprio gender da una pluralità di possibilità”.

 

Il non senso di questa teoria è evidente, l’appoggio a questa di chi per sua natura non è omosessuale o transessuale lo è ancor di più (sta di fatto negando di essere uomo o donna). L’enciclica si chiude con un invito del Arcivescovo ai fedeli affinché questi non abbandonino la lotta contro lo scempio che si sta diffondendo in questi ultimi anni e difendano strenuamente il nucleo fondante della famiglia.