La Chiesa ha la funzione di salvare e non di condannare

 

Nel mensile cattolico ‘Messa Meditazione’, Mons. Francesco Guido Ravinale, Vescovo di Asti, ci offre una meditazione sulla società di oggi dopo aver dato lettura del passo della Parola di Dio secondo Giovanni (versetti 12,37). In questo passo Gesù è giunto alla fine del suo mandato e, entrato a Gerusalemme come Messia, ha tristemente constatato che i giudei non credono alle sue parole: “Sebbene avesse compiuto tanti segni davanti a loro i Giudei non credevano in lui”, scrive Giovanni che poi aggiunge queste significative parole di Gesù: “Non sono venuto per condannare, ma per salvare il mondo”.

Il figlio di Dio è triste perché la sua intenzione è stata travisata, egli è giunto per offrire la luce che sconfigge le tenebre, la salvezza per le anime dei peccatori, ma il suo messaggio viene percepito come una minaccia allo stile di vita ed alle conquiste fatte dal popolo giudaico. Ciò nonostante continua a non condannare chi non gli crede ed offre loro infinite possibilità affinché capiscano gli errori e si decidano ad abbracciare la salvezza.

In breve Gesù ha offerto la verità a tutti e la salvezza a chi seguirà i suoi insegnamenti e dopo la sua morte quelli della Chiesa. Egli però non condanna chi non crede in lui, ma semplicemente prova ad aprirgli gli occhi facendo capire quale sarà il destino che lo attende se continua a camminare nel peccato, una punizione sufficiente per chiunque. Siamo, dunque, noi che abbiamo la possibilità di scegliere a cosa credere e quale strada seguire, così era allora, così è adesso.

Nella nostra società, la Chiesa prova a portare avanti il messaggio divino lottando, ad esempio, per la salvezza della famiglia contro una cospirazione internazionale che tende a distruggerla. Nonostante i tentativi continui del Papa di far comprendere la Santità della famiglia, la società ha proceduto in senso contrario, prima approvando il divorzio e poi le unioni civili, palesando di fatto un rifiuto nei confronti della Chiesa del tutto simile a quello ricevuto da Cristo.

Dopo aver chiarito l’attinenza di questo passo con la situazione odierna, vi citiamo le parole di Mons. Ravinale, il quale ci tiene a precisare che, esattamente come Gesù, la Chiesa non vuole condannare nessuno, ma offre la salvezza: “Le vere condanne per la società sono costituite da una famiglia sfasciata, una denatalità che si risolve in una povertà grande, anche dal punto di vista economico: un mondo sulle sabbie mobili del divorzio, dell’aborto, delle unioni cosiddette civili. Non occorre neppure attendere la condanna dell’ultimo giorno, perché queste forme di autentica immoralità sono un vero flagello per l’umanità”.

La riflessione odierna ci porta a comprendere come siamo sempre di fronte ad una scelta e come la Chiesa offra sempre una possibilità di salvezza, una guida per il benessere della nostra vita immortale. Per tutti i fedeli che comprendono la situazione e per coloro i quali dopo un periodo di lontananza si vogliono ravvicinare, l’Arcivescovo offre una preghiera ed una linea comportamentale:

  • La preghiera: “O Signore, che sei venuto non per condannare, ma per salvare il mondo, dona alla tua Chiesa lo stesso amore disinteressato, che non si ferma di fronte alle resistenze e al rifiuto. Aiutaci a comprendere che solo in Dio l’umanità può trovare la salvezza e la via per una convivenza fondata su comportamenti virtuosi”.

  • L’agire: ”Voglio collaborare con la Chiesa, che si impegna a indicare con il suo insegnamento comportamenti di salvezza. Approfondirò la consapevolezza del bene che i comandamenti di Dio arrecano agli uomini”.