Venendo tutte da esperienze familiari simili in cui alcune parenti avevano subito degli stupri proprio a causa della somministrazione di queste droghe, Carolina Baigorri, Susana Cappello e Victoria Roca hanno pensato ad uno strumento che permettesse a loro ed alle ragazze in genere di rintracciare le sostanze stupefacenti dentro i cocktail. Si tratta di una cannuccia trasparente che a contatto con le sostante stupefacenti cambia colore e allerta le giovani se il loro drink è stato alterato.
L’idea di queste ingegnose diciottenni è stata sviluppata nel corso di un laboratorio d’impresa alla ‘Gulliver Preparatory School‘ di Miami. Dopo aver vinto il concorso scolastico, le tre giovani imprenditrici hanno presentato il loro progetto ad un contest per giovani talenti imprenditoriali indetto dal ‘Miami Herald’ (una delle testate più importanti degli Stati Uniti), il Business Plan Challenge High School Track, dove hanno vinto il primo premio. Dato il successo ottenuto le giovani si preparano a brevettare la ‘Cannuccia antistupro’ per presentarla in una campagna crow funding ( finanziamento popolare) che permetta loro di distribuirla e venderla in tutto il territorio.
Un’idea semplice e funzionale che nasce dal desiderio di risolvere un problema che angustia migliaia di ragazze in tutto il mondo. Chiaramente gli abusi di alcol e droghe volontari non possono essere evitati dalla semplice cannuccia, ma in questo modo chi ha solamente intenzione di divertirsi e bere un cocktail con le amiche non sarà più in pericolo e possibile preda di un cacciatore notturno.
Luca Scapatello
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