Nel corso di una visita di controllo effettuata quando ancora Kairyn si trovava nel grembo materno, il medico di fiducia della madre nota qualcosa di strano sul volto della nascitura. Il medico ha controllato la prima ecografia ed il verdetto è stato nefasto: tumore facciale. Non trattandosi di un campo di sua competenza il medico ha invitato la famiglia a rivolgersi ad uno specialista di Verona (loro città d’origine). I due speravano che questo dissipasse le loro paure, ma anche la seconda diagnosi ha dato loro cattive notizie: non solo la piccola aveva un tumore in viso ma nel suo corpo c’era un’infezione che l’avrebbe uccisa al momento del parto.
Il medico ha detto ai due coniugi di rivolgersi ad un altro medico a Bologna per confermare la diagnosi. In un primo momento è stato detto loro che c’era una lista d’attesa di 2 mesi, quindi questi si misero a pregare Sant’Antonio in attesa del giorno in cui si sarebbe svolta la visita. Qualche giorno dopo hanno ricevuto una buona notizia: si era liberato uno spazio per il 13 giugno (giorno in cui si celebra Sant’Antonio). I due presero il treno, si fermarono a Padova per pregare davanti alla statua del Santo, quindi andarono alla clinica di Bologna dove ricevettero una gradita sorpresa: il tumore e l’infezione erano scomparsi. La bambina è nata e sta tutt’ora bene, a riguardo non si è ancora espressa la Chiesa che prima di attestare il miracolo deve accertarsi che non ci siano altre spiegazioni.
Luca Scapatello
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