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Jakub Błaszczykowski, il capitano polacco non si vergogna: “Amo Gesù”

Le storie dei campioni di calcio si intrecciano spesso con realtà sociali difficili, storie di riscatto e dimostrazioni di fede esemplari. La storia del calcio è piena di campioni che non si vergognano di parlare di Dio e di pregare tra questi Jakub Błaszczykowski, talentuoso esterno polacco che ha militato per un breve periodo anche nella Fiorentina, è uno dei protagonisti annunciati del mondiale che si sta disputando in Russia. La sua Polonia è una delle possibili outsider di questa competizione (anche dopo la brutta e inattesa sconfitta nella prima partita) con una formazione di primo livello, ricca di talenti giovani e meno giovani, che può contare su un fuoriclasse del livello di Lewandowski. Błaszczykowski, però, non è semplicemente un personaggio sportivo, sia in patria che in Germania (nazione in cui è esploso calcisticamente) è conosciuto anche per il suo impegno nel volontariato e per la sua fede, una fede che non ha mai nascosto che non si vergogna di indicare come parte del suo successo personale e professionale.

La tragica adolescenza di Błaszczykowski ed il riscatto attraverso la fede

Nato a Częstochowa, luogo mariano d’eccellenza in Polonia, il calciatore polacco ha assistito a soli 11 anni all’omicidio della madre. Lui ed il fratello Dawid sono stati cresciuti a partire da quel giorno dalla nonna Felicja Brzeczeck. Donna all’antica molto legata alla religione, ha insegnato ai due nipoti a vivere seguendo i dettami del cattolicesimo, ad andare a Messa e a pregare ogni giorno. Proprio con l’aiuto della fede Jakub è riuscito a superare il trauma della morte della madre e a continuare il suo sogno di diventare un calciatore.

Oggi che è diventato un calciatore affermato Jakub non si è dimenticato della sua educazione cattolica e quando può cerca di dare una mano alla Chiesa nelle raccolte fondi per le comunità di bisognosi: più volte, infatti, ha donato la sua maglia firmata alle parrocchie che hanno poi venduto le maglie all’asta per ottenere un ricavato da destinare in beneficenza. Ma il suo impegno non si limita alla suola beneficenza, Błaszczykowski, infatti, qualche anno fa è stato testimonial della campagna ‘Io non mi vergogno di Gesù’ tesa a contrastare la volontà dei giovani polacchi di eliminare i crocifissi dalle aule.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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