Questa è la vera storia di Ivan Gutierrez che, alla fine degli anni novanta, era un giovane modello di successo. Era nato in un paesino della Colombia, ma, ben presto si era trasferito nella Capitale, Bogotà, in cerca di fortuna.
In poco tempo, grazie al suo prestante aspetto, aveva fatto carriera ed era molto ricercato, tanto che lo riconoscevano per strada. Divenne ricco e trascorse i successivi due anni tra alcool e sesso occasionale.
Fu a quel punto che si ammalò, in maniera molto seria: cominciò ad avvertire forti dolori allo stomaco che, nonostante i molteplici esami clinici e le tante terapie, sembravano non avere né spiegazione, né fine.
La disperazione lo portò a cercare soluzioni alternative alla medicina e, in maniera indistinta e confusionaria, frequentò chiese e cartomanti. Poi ebbe –come ora racconta lui stesso– un grande segno: il frutto della tante preghiere della madre, che quotidianamente recitava il Santo Rosario e, quando stava con lui, lo benediceva.
“Lo Spirito Santo illumina le coscienze e fa comprendere quali siano le conseguenze del peccato” e fa fare anche degli incontri opportuni.
Ivan venne in contatto con un gruppo del Rinnovamento Carismatico Cattolico, grazie al quale, in preghiera, si capì che qualcuno aveva operato su di lui un sortilegio, probabilmente una delle sue tante donne, per gelosia, sentitasi usata solo per sesso, aveva voluto vendicarsi in quel modo.
Ivan la individuò, la incontrò e la perdonò, ponendo solide basi alla sua conversione del cuore.
Un sacerdote gli consigliò di tornare in chiesa e di affidarli, sempre e solo, al Signore e cosi fece. La sua liberazione iniziò con la confessione dei suoi peccati, tanto che, mano a mano che Ivan si rendeva conto delle sue mancanze e le confessava, sentiva il Signore operare la guarigione.
Parlò delle ubriacature, delle tante donne, della droga di cui aveva fatto uso, delle pratiche di divinazione e stregoneria alle quali aveva partecipato.
Solo dopo essersi ripulito davanti a Dio e agli uomini, tornò dai medici, per sentirsi dire che era guarito davvero. Anche le tre ulcere, che gli erano state diagnosticate precedentemente, erano scomparse.
Disse alla donna del maleficio: “Se non fosse stato per te, né io, né la mia famiglia ci saremmo avvicinati a Dio”.
Antonella Sanicanti
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