Tra le tante riprovevoli azioni portate a compimento dall’Isis emerge una gara di recitazione dei versetti del Corano per i membri, che metteva in palio una schiava per i primi 3 classificati.
Se vi fossero mai stati dubbi sul fatto che l’Isis è un’organizzazione da debellare ad ogni costo, quanto emerso da alcune fonti libiche è una conferma di quanto i suoi membri fossero accecati da una propaganda estremista che poneva a serio rischio la libertà e l’incolumità della donna. Nel ormai lontano 2015, infatti, periodo in cui l’Isis avanzava nei territori mediorientali sovvertendo regimi e schiavizzando la popolazione, è stato indetto in Libia un concorso di recitazione dei versetti del Corano per militanti dello ‘Stato Islamico’ con in palio delle schiave.
Il terrore e la devastazione portata in Europa e negli USA con gli attentati sono stati il motivo principale che ha convinto le nazioni occidentali e orientali ad unirsi per contrastare l’avanzamento ed il rafforzamento del “Califfato” in Iraq e Siria (a cui potrebbero aggiungersi i motivi economici legati al commercio del greggio che passa da quelle zone). Per le popolazioni che sono state sottoposte al loro dominio, invece, il motivo principale di lotta è stata la riconquista della libertà, in particolar modo per donne, ragazze e bambine (soprattutto quelle di origine Yazida) che sono state vittime di schiavitù sessuale, stupri di massa, vessazioni e torture.
Se l’ideologia di una guerra santa all’occidente, terra ritenuta infedele perché non abbraccia i precetti del Corano, è stato il motivo principe dell’adesione all’Isis, di certo la possibilità di avere in cambio dei successi in battaglia delle schiave ha avuto il suo peso nel fidelizzare i combattenti. Dimostrazione ne è proprio il concorso di recitazione coranica svoltosi in Libia nel 2015. I membri dell’Isis si confrontavano tra loro per ottenere i primi 3 premi, ovvero 3 schiave. Non veniva specificato quale fosse la differenza tra il primo ed il terzo premio, ma probabilmente consisteva nella possibilità di scegliere tra le tre malcapitate la preferita. Se vi fossero mai stati dubbi sulla necessità di sconfiggere una tale organizzazione, il concorso ne è una delle prove più evidenti: quale società civilizzata propone un concorso in cui il premio consiste nel disporre della vita di qualcun’altro?
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Luca Scapatello
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