Irlanda, Referendum sull’aborto: cessazione della gravidanza fino al 6° mese

Irlanda, Referendum sull'aborto: cessazione della gravidanza fino al 6° meseIl prossimo 25 maggio in Irlanda si andrà al voto per l’approvazione della legge sull’aborto. In questi mesi i movimenti pro-life hanno manifestato il proprio dissenso contro la proposta di legge e i suoi componenti andranno ad obbiettare contro un’approvazione che porterebbe il diritto irlandese sullo stesso piano di quello di quasi tutti i paesi del mondo occidentale. Per aiutare la popolazione ad una così difficile scelta, il governo ha pubblicato una guida al referendum, dove vengono spiegati passo dopo passo tutti i cambiamenti che una votazione positiva apporterebbe. Tra questi cambiamenti ci sarebbe l’abolizione del diritto alla vita del nascituro (alla base di una legge in favore dell’aborto) e la consegna di pieni poteri legislativi sull’aborto al governo irlandese.

Guida al Referendum sull’aborto in Irlanda: maggiori informazioni

Nella sezione “More Info” (Maggiori informazioni) della guida al referendum 2018 sull’aborto in Irlanda, vengono inserite in breve le specifiche variazioni di diritto che la legge sull’aborto apporterebbe alla costituzione irlandese in materia di aborto. Tra queste ci sono le circostanze in cui verrebbero approvati degli aborti al sesto mese di gravidanza, casi che dovrebbero essere eccezionali.

Nel testo si legge che le motivazioni per ritenere “appropriato” un aborto al sesto mese di gravidanza riguardano esclusivamente la salute mentale e fisica della donna che sta portando avanti la gestazione. Per spiegare a cosa ci si riferisca con salute fisica e mentale viene portato l’esempio delle regole britanniche specificando “Che le decisioni verranno prese su basi simili a quelle della legge britannica”.

Qui sorge qualche dubbio poiché, se per quanto riguarda i rischi di salute fisica si parla chiaramente di casi in cui portare avanti la gravidanza mette a rischio la vita non solo del bambino ma anche della madre, per quanto riguarda la salute mentale la spiegazione proposta non è sufficientemente chiara e sorge il dubbio che una simile scelta venga lasciata all’interpretazione caso per caso.

Luca Scapatello