Non riusciamo a proteggere noi stessi e i nostri cari. Questo è il dato allarmante che evidenzia la malsana azione dell’uomo sull’ambiente, e viceversa; il prezzo che pagano i neonati!
Si parla spesso -sempre più spesso- di come l’uomo stia distruggendo il proprio habitat. Si discute di come le nostre azioni abbiano determinato un circolo vizioso, che porterà all’annientamento della vita su questo pianeta. La verità è che molti effetti sono già sotto i nostri occhi, sotto il nostro naso, ma nemmeno ce ne accorgiamo.
Un dato rilevante, quanto preoccupante, proviene da uno studio sull’inquinamento dell’aria, lo State of Global Air 2020, che ha indagato sulla morte di ben 476mila neonati, solo nello scorso anno. Lo studio rileverebbe che moltissimi di questi bambini siano morti per una causa che mai immagineremmo. I fumi provenienti dai combustibili utilizzati per cucinare, sarebbero, infatti, risultati dannosissimi per i più piccoli, letali in moltissimi casi.
L’India e l’Africa subsahariana detengono questo orrendo primato, rispettivamente con 116mila e 236mila bambini morti. Gli Istituti Health Effects Institute e Institute for Health Metrics and Evaluation’s Global Burden of Disease ne danno l’annuncio, calcolando, in quei Paesi, addirittura i tre quarti dei decessi totali.
Molto più allarmante è un altro dato registrato. Riguarda il rapporto del livello di inquinamento atmosferico, a cui vengono esposte, in tutto il mondo, le donne incinte, e la possibilità che partoriscano neonati prematuri, con tutti i rischi che questo comporta.
Nei reperti raccolti, si legge: “L’inquinamento atmosferico ha ucciso 6,7 milioni di persone, nel mondo, nel 2019, diventando la quarta principale causa di morte dopo l’elevata pressione sanguigna, il tabacco e i rischi legati a una dieta errata”.
Antonella Sanicanti
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