La scoperta sconvolgente getta un tassello da incubo sulla moralità umana. Prima si è cominciato a pensare a “un mondo senza Down”, ora, come prevedibile, lo spettro del dramma si allarga.
Già in Danimarca e in Islanda la selezione dei portatori di Sindrome di Down è cosa acclarata. Il drammatico passo ulteriore che si sta tentando ora di fare è quello di un mondo senza “autistici”. Nel primo caso, con l’introduzione dei test in grado di analizzare il Dna del bambino dal sangue della madre, si è arrivato persino a parlare di un futuro in cui “la nascita di un figlio con sindrome di Down sarà considerata un errore medico”.
Ora è arrivato l’algoritmo in grado di rilevare con precisione le forme di autismo in utero. Gli scienziati che lo hanno progettato si sono concentrati sui disturbi dello spettro autistico correlati agli autoanticorpi materni. Condizione che rappresenta circa il 20 per cento di tutti i casi di autismo. Lo studio che ne parla è stato pubblicato il 22 gennaio sulla rivista Molecular Psychiatry e su Nature.
L’algoritmo ha poi permesso di identificare la reattività a otto diverse proteine nel cervello fetale. Un semplice esame del sangue ha identificato i modelli che indicano la probabilità e la gravità dell’autismo.
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Il riconoscimento di questi modelli di autoanticorpi potrebbe essere parte integrante dello screening prenatale, al fine di offrire una visione dello sviluppo del bambino e preparare i genitori alla possibilità di un disturbo dello spettro autistico. Da lì, il passo alla selezione prenatale sulla base di questo nuovo test è breve.
Così già arrivano le trombe di squillo. Il test rivoluzionerà la diagnosi prenatale, si dice. La verità che tutto questo dimostra, purtroppo, è che l’eugenetica non è stata del tutto relegata a un drammatico passato, come quello nazista ad esempio. Ancora oggi si continua a volere decidere chi dovrebbe nascere e chi no, solamente in base ai loro geni. O meglio, alla loro funzionalità rispetto alle leggi dell’economia e dell’individualismo egoista, spietato e drammaticamente narcisista.
Purtroppo, ciò che si decide oggi è destinato a influenzare l’umanità non solo per le prossime generazioni, ma per l’intero futuro della specie. Per questo è profondamente necessario fermarsi quanto prima, finché possibile. O sarà la storia a fermare il delirio dell’umanità, che si sta consumando giorno dopo giorno sotto i nostri occhi.
Giovanni Bernardi
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