Che ne è stata dell’iniziativa del Papa in merito alla Palestina?

Che ne è stata dell’iniziativa del Papa in merito alla Palestina?
Papa Francesco

Che ne è stata dell’iniziativa del Papa in merito alla Palestina?
Per dimostrare che nulla è cambiato negli ultimi anni, almeno da quando Bergoglio è stato eletto Papa, riportiamo dei dati risalenti a tempo fa, a quando Papa Francesco chiese il riconoscimento repentino dello Stato della Palestina.

L’argomento, ora come allora, come decenni fa, è off limits, per lo Stato di Israele, assolutamente contrario.
In quei giorni, al Vaticano, si erano incontrare una delegazione della Santa Sede e una della Palestina ed avevano redatto un testo, per il riconoscimento dello Stato di Palestina, appunto: “Le parti hanno concordato che il lavoro della commissione sul testo dell’accordo è stato concluso, che l’accordo sarà sottoposto alle rispettive autorità, per l’approvazione, prima di fissare una data nel prossimo futuro per la firma”.

Israele chiese dei chiarimenti alla Santa Sede, non avendo gradito l’iniziativa, che ribadiva le richieste seguenti: “Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini, nello stesso tempo, incoraggiando in qualche modo la comunità internazionale, in particolare le parti più direttamente interessate, a intraprendere un`azione più incisiva, per contribuire al raggiungimento di una pace duratura e all`auspicata soluzione dei due Stati”.

Ma di pace, in quelle terre, non si parla nemmeno ora; i sentimenti di fratellanza sembrano non voler invadere il cuore degli israeliani. Allora, si dissero profondamente delusi, per l’intromissione del Papa nella questione palestinese.
Monsignor Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati, aveva spiegato: “Il 29 novembre è stata adottata, da parte dell’Assemblea generale dell’Onu, la risoluzione che riconosce la Palestina quale Stato osservatore, non membro delle Nazioni Unite, e lo stesso giorno la Santa Sede, che ha anch’essa lo status di osservatore presso l’Onu, ha pubblicato una dichiarazione. Questa ha accolto con favore il risultato della votazione, inquadrata nei tentativi di dare una soluzione definitiva, con il sostegno della comunità internazionale, alla questione già affrontata con la risoluzione 181 del 29 novembre 1947”.

Ma solo lo scorso Natale, il Papa parlava ancora della questione: “Vediamo Gesù nei bambini del Medio Oriente, che continuano a soffrire per l’acuirsi delle tensioni tra Israeliani e Palestinesi. In questo giorno di festa, invochiamo dal Signore la pace per Gerusalemme e per tutta la Terra Santa; preghiamo perché tra le parti prevalga la volontà di riprendere il dialogo e si possa finalmente giungere a una soluzione negoziata, che consenta la pacifica coesistenza di due Stati, all’interno di confini concordati tra loro e internazionalmente riconosciuti”.

Antonella Sanicanti