Incredibile: Ecco che cosa hanno combinato alla cupola di san Pietro

LO HANNO SCRITTO SULLA CUPOLA

 

 

 

“Planet Earth First”, ossia “Prima il Pianeta Terra”, è la scritta che, la sera prima dell’arrivo del Presidente americano Trump in Vaticano, per l’incontro programmato con Santo Padre, poteva leggersi proprio sul cupolone ed a lettere cubitali.

Oltre la barriera umana del servizio d’ordine e della sorveglianza, un tir si è appostato in via della Conciliazione ed ha proiettato quell’appello gigante sulla cupola si San Pietro.

Il tir proviene dagli attivisti di Greenpeace, l’associazione ambientalista e pacifista che da decenni si occupa di tutte le situazioni in cui la Terra e noi, suoi abitanti, devono essere difesi dalle stesse opere infauste degli esseri umani, che troppo spesso ne mettono in pericolo le sorti, distruggendo mari e contaminando acque e aria, destabilizzando il clima e il ritmo della natura.

Cosi “Planet Earth First” diventa l’invito per Trump, e colleghi, a riflettere seriamente sugli interventi planetari che si stanno decidendo in questo momento.

Tra pochi giorni, infatti, il Presidente USA sarà chiamato a rispondere in merito ai contributi sull’Accordo di Parigi sul clima. Si tratta di un progetto che riguarda circa 200 Paesi, che si impegneranno a frenare il riscaldamento del pianeta.

Jennifer Morgan, direttore esecutivo di Greenpeace International, ha specificato: “Prima dell’incontro con il Papa abbiamo voluto consegnare questo messaggio a Trump, convinti che la sua prima priorità debbano essere le persone e il pianeta, non il profitto di chi inquina. Il Presidente non può fermare la transizione verso fonti di energia pulita e deve invece accelerarla.”.

Infatti, nonostante il 71% degli americani voglia contribuire al patto sul clima, Trump ha ultimamente bloccato molte misure di protezione contro l’inquinamento, agevolando i magnati del petrolio e del carbone. Il fatto che proprio gli Stati Uniti siamo il secondo (dopo la Cina) emettitore di gas serra al mondo, con le orribili conseguenze che tutti conosciamo, anche per l’uomo, gli animali e il futuro stesso della Terra, sembra per ora non toccare la coscienza del Presidente.

Auspichiamo allora che il tranquillo invito di Greenpeace arrivi forte e chiaro e dia modo a Trump, mentre apprezza le bellezze della nostra Capitale, di riservare al rispetto per la natura e l’umanità, l’importanza che merita e da cui nessun essere civile può estraniarsi.