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Immuni, c’è ancora perplessità sull’utilità dell’app per tracciare i contagi

L’app Immuni continua ad essere poco scaricata e ci sono anche personalità di spicco della politica e del mondo della medicina che sono poco convinti.

foto dal web

Sia il neo governatore delle Marche che l’infettivologo Bassetti hanno recentemente dichiarato di non sapere se scaricare o meno l’app.

Immuni, le perplessità di Bassetti

Durante la fase acuta della pandemia di Coronavirus, lo scorso aprile, il governo ha lavorato alla creazione dell’app di tracciamento contagi ‘Immuni’. Date le tempistiche necessarie a limare il software e un sistema che assicurasse il rispetto della privacy , l’app è stata messa a disposizione in un periodo in cui l’Italia faceva registrare trend positivi. Forse per questo motivo gli italiani non l’hanno scaricata in massa. Tuttavia nemmeno oggi, in una situazione in cui i contagi aumentano quotidianamente, l’app sta facendo registrare numeri tali da consentirle di essere uno strumento di prevenzione efficace al 100%.

Leggi anche ->Immuni, falla di sistema: ora Google e Apple possono tracciare ogni utente

Il problema chiaramente non è il software, che funziona bene ed in modo intelligente, ma proprio l’assenza di una copertura tale da evitare effettivamente il rischio di stare a contatto con qualcuno infettato. Proprio per tale motivo il virologo Bassetti, ospite della trasmissione radio ‘Un giorno da Pecora’, dice: “La app è molto intelligente ma per funzionare deve scaricarla molta gente, ed è stata anche venduta male, le persone che l’hanno scaricata inizialmente hanno avuto qualche problema. Probabilmente c’è stata una cattiva pubblicità”.

Leggi anche ->Coronavirus, salgono i contagi. Torna al centro il tema dell’app Immuni

Il medico consiglia a tutti gli italiani di scaricare l’app, ma poi spiega anche che personalmente non è ancora convinto: “Io presumo che utilizzando tutte le misure di prevenzione come faccio io abitualmente potrei anche non scaricarla“. Insomma rispettando tutte le norme igieniche e di comportamento, a suo avviso (e nel suo caso), l’app potrebbe anche risultare superflua.

Il parere del governatore delle Marche

Anche il neo governatore delle Marche si è detto contrario per il momento a scaricare l’app di tracciamento. Ospite di Rai News 25, Acquaroli ha spiegato il perché della sua contrarietà: “Io credo che noi dobbiamo essere molto attenti nell’utilizzo di tutte le precauzioni: il distanziamento, le mascherine… Io stesso sono molto attento. Credo che l’App Immuni sia utile se la scaricano tutti”.

Il giornalista gli fa notare che se non si comincia a scaricarla e dunque non sono per prime le autorità a spingere la popolazione a farlo, Immuni sarà un strumento bello e potenzialmente utile che verrà sprecato. Alla precisazione del giornalista, il governatore risponde: “Il suo ragionamento è logico; ma è logico anche aspettarsi che non tutti la scaricheranno mai. D’altronde non si può costringere il cittadino a farlo”.

Portando come esempio un anziano, il quale magari non avendo dimestichezza con i cellulari non la scaricherà, dice inoltre: “Questo strumento avrebbe una sua efficacia solo se ogni cittadino italiano, di ogni età, avesse l’App sul proprio smartphone. Ma siccome sappiamo che così non è, non credo che l’App Immuni possa essere uno strumento di prevenzione”.

Luca Scapatello

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Luca Scapatello

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