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Il Vescovo di Senigallia tira le orecchie a Vendola.

Dura presa di posizione da parte del vescovo emerito di Senigallia riguardo al signor Vendola che si proclama cattolico ma poi non fa altro che gettare fango sulla chiesa cattolica, rea secondo lui di non essere accondiscendente e di emarginare le persone con tendenze omosessuali. Ricordiamo al caro Nichi che le tendenze non sono peccato, Gesù stesso ci insegna che bisogna lottare contro il peccato ma avere grande Misericordia del peccatore.

“Vendola non è cattolico affatto e vive, secondo la nostra visione, da pervertito”. Monsignor Odo Fusi Pecci, vescovo emerito di Senigallia, non usa mezzi termini per giudicare la situazione sentimentale del governatore della Puglia. La frase ha suscitatao subito polemiche. Per il Vescovo i matrimoni fra omosessuali sono da condannare. “Le relazioni omosessuali sono contrarie al piano di Dio dal momento che sono in contrasto con quanto Dio ha deciso e chiaramente detto. Dio li ha creati donna e uomo – ha continuato monsignor Odo Fusi Pecci – affinché potessero responsabilmente riprodursi. Ora dalla unione di due uomini o due donne, questo non può accadere. Tale idea, pertanto, è contrastante con le Verità e dunque con giustizia e pace”. A settembre Vendola chiaramente espresso la sua volontà di spossare il suo compagno. Un’uscita che non è rimasta inosservata da parte della curia che oggi ha preso posizione con le parole del Vescovo.

Benedetto XVI riabadisce la naturalità del matrimonio uomo-donna bollando le unioni omosessuali come una ferita alla pace. Il Pd: Non era mai stato così aggressivo nei suoi confronti.

Se prevalesse il senso comune, non ci dovrebbe nemmeno essere bisogno di spiegare che «la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna». Se Papa Benedetto XVI insiste, nel messaggio per la XVI Giornata mondiale della pace, è perché non sottovaluta i «tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale». Verrebbe da dire che è il solito avvertimento ai politici di tutto il mondo perché si limitino a rispettare l’ordine delle cose. Semmai la stranezza non risiede tanto nel contenuto del testo, dal titolo «Beati gli operatori di pace», che sarà letto e diffuso dalla Chiesa cattolica il primo gennaio prossimo. La sorpresa, che si rinnova ogni volta, è che ancora qualcuno si illuda che il romano pontefice possa sacrificare all’opinione del mondo i princìpi del diritto naturale che, sottolinea, «non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa».

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