Il professore sceglie la gonna è il rossetto .

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Cervignano Del Friuli:
Vi presentiamo uno dei primi casi e di certo non sarà l’ultimo, che testimonia la confusione nella quale siamo caduti, sicuramente non  è un fatto normale che un professore di matematica arrivi a scuola vestito da donna , c’è chi gli esprime solidarietà e chi invece condanna duramente il suo comportamento, di sicuro la discussione si infiamma sul caso del primo supplente trans d’Italia.

1445089924-10583043-10205013801642048-6506736340494253806-oIn Friuli fa discutere il caso di un professore che fa lezione vestito da donna: lui dice di “non voler ostentare”, ma la sua scelta divide gli animi.

Michele Romeo, 39 anni da Taranto trapiantato in provincia di Udine, si è presentato a scuola, per il primo giorno al liceo “Einstein”, vestito da donna. Rossetto rosa, matita nera intorno agli occhi, borsetta ed orecchini.

Tra lo stupore e la curiosità degli studenti, il professor Romeo ha iniziato la propria lezione (insegna matematica e fisica). Ma prima ha tenuto a spiegare agli alunni il motivo della propria scelta. Ribadito poi in una lunga intervista al “Messaggero Veneto.”

«Io, supplente trans accolto bene in classe»

Parla Michele Romeo al suo primo giorno al liceo Einstein di Cervignano

Le posizioni sono diverse. La Rete degli studenti medi di Udine, in una nota, si schiera dalla parte del professore ermafrodito. «Vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Romeo, insegnante intersessuale dichiarato che, con grande coraggio, ha spiegato ai suoi alunni la sua condizione. Non bisogna nascondersi o camuffare il proprio aspetto per paura del giudizio del prossimo.

Michele ha fatto la scelta giusta e ha messo subito in chiaro di essere ermafrodito. Chi solleva polveroni o minaccia di trasferire i ragazzi perché “traumatizzati” vive nel Medioevo. Di un insegnante si può valutare la didattica, la curiosità che ci trasmette grazie alle sue lezioni, le nozioni creative e la conoscenza, ma non certo il suo sesso. La nostra generazione di studenti combatterà e sconfiggerà per sempre l’omofobia».

Di ben altro tenore l’intervento di Forza nuova Fvg, secondo cui la sessualità è qualcosa di intimo e privato. Simone Mestroni, a nome di Fn, ha scritto una lettera a Romeo.

«Ostentare e professare la sua “intersessualità” – Mestroni si rivolge al docente – può realmente essere un fattore positivo per i ragazzi con i quali ogni giorno andrà a relazionarsi? Che modello etico pensa di trasferire a giovani di 14 anni presentandosi con gonna e rossetto, ma con la barba del giorno dopo?

Lei è consapevole che la negazione di ogni differenza tra uomo e donna, alla quale lei contribuisce nella sua attività educativa, crea una pericolosissima tabula rasa nell’identità psico-sessuale dei suoi alunni? Non ci aspettiamo una risposta.

Sappiamo già che nell’orgia di diritti del terzo millennio, quello di parola a noi poveri omofobi sarà sempre e comunque negato. Noi siamo gli arretrati, gli intolleranti e i sessualmente repressi. No, noi siamo quelli che cercano di non sovvertire il modello familiare e civile finora ritenuto normale, siamo quelli che stanno dalla parte di tutti quei genitori che credono che essere educati da un uomo o da una donna sia il più naturale dei diritti».