Il Presepe che ti trasporta indietro nel tempo, a duemila anni fa | Dove si trova?

La riapertura della straordinaria rappresentazione biblica all’interno della splendida chiesa fa in modo che tutta la comunità si rianimi pienamente di uno spirito che spesso sembra essere perduto.

L’opera è infatti una vera e propria la testimonianza di una dedizione e di una assoluta generosità che ormai dura da decenni, mostrando così il vero significato della tradizione.

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Sono infatti davvero numerosi gli elementi che compongono questa composizione a dir poco unica nel mondo. Tutto nasce ormai oltre sessant’anni fa, nel lontano 1960, grazie a un uomo di nome Egidio Negrini. Egidio è un catechista e volontario di Baggio, quartiere di Milano che si trova nella periferia occidentale della città.

L’inizio di una storia di grande dedizione e fede

In quell’anno, il giovane conobbe una figura molto importante per la Chiesa ambrosiana, che è quella del cardinale Carlo Maria Martini. In questo incontro particolare, il devoto catechista spiegò all’importante prelato gesuita quanto fosse difficile riuscire a fare appassionare i ragazzi al catechismo.

Da parte sua Martini, vescovo di Milano, fece una considerazione. Gli disse che, a suo giudizio, sarebbe stato bello se l’intera vita di Gesù si fosse potuta spiegare proprio come il presepe narra la Natività. Egidio fu colpito da quelle parole, accettò la sfida e si diede da fare.

Fu così che costruì, insieme ai suoi amici, tutte le scene della santa notte. Piano piano, nei decenni, se ne aggiunsero di volta in volta anche altre. Fino ad arrivare all’oggi, e all’incredibile opera che caratterizza la cittadina lombarda, in questo specifico luogo considerato di periferia ma dove invece in realtà Gesù nasce al centro del cuore di ognuno dei suoi abitanti che visitano l’ormai famoso presepe di Baggio.

La riapertura dopo un anno di stop dovuto alla pandemia

In questi giorni ha infatti riaperto finalmente nel seminterrato della chiesa di Sant’Apollinare, dopo un anno di stop dovuto alla pandemia. Approfittando della chiusura, peraltro, per costruire nuove rappresentazioni. I volontari, una decina capitanati da Moreno Bertolotti, 49 anni, non si sono mai fermati, così hanno dato vita a due nuovi diorami rispetto agli anni precedenti.

“Adesso ne abbiamo uno dedicato a Maria, la madre di Gesù e rappresenta il Magnificat. Il secondo è quello di Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso Terrestre”, ha spiegato Moreno.  Il cuore di tutto è ovviamente la Natività, anche se di fatto il racconto parte da più lontano. Vale a dire dall’Antico Testamento per arrivare fino alla Pentecoste, lungo un percorso suddiviso in 55 diorami, arricchiti da movimenti, suoni e rappresentazioni incredibili.

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Tra queste, la tempesta che infuria sul mare di Galilea, oppure la notte in cui il gallo cantò dopo che Pietro rinnegò il Signore. Ci sono Maria e Giuseppe che girano con il loro asinello cercando un alloggio, ma c’è anche il Mar Rosso che si apre al passaggio di Mosè con il popolo d’Israele, ci sono le Nozze di Cana, in cui Gesù cominciò la sua vita pubblica, ma c’è anche Gesù da giovane intento a lavorare nella bottega del padre, Giuseppe. 

Come fare per visitare l’opera e in quali giorni

Visitare questa opera che profuma incredibilmente di Vangelo è un’esperienza a dir poco unica che arricchisce il cuore e l’anima, lasciando un segno nella vita di ciascuno. La dedizione, la cura, l’attenzione e l’amore per la composizione di questa rappresentazione infatti è come un balsamo che lenisce ogni ferita e preludio al risveglio di una vita piena, quella in cammino con il Signore Gesù Cristo.

Insomma, si tratta di un vero e proprio percorso nella storia biblica e della cristianità, dietro cui c’è un enorme lavoro di ricerca storica e di attenzione, ma soprattutto di amore e dedizione verso la Bibbia e la vita del Salvatore, che ogni giorno, come a Natale, accompagna i suoi Figli nel corso della vita senza mai abbandonarli, ma amandoli senza limiti. Un’esperienza che è possibile fare solo visitandolo.

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Il cardinale Martini in visita al presepe di Baggio – photo web source

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É possibile infatti accedere al Presepe di Baggio in qualità di visitatore ogni domenica di dicembre dalle 15 alle 18.30 e poi dal 25 dicembre al 9 gennaio, tutti i giorni dalle 15 alle 18. L’ingresso è a offerta libera, e il ricavato delle offerte verrà devoluto al rinnovo delle scene più vecchie da parte dei volontari, che di volta in volta sostituiscono le statuine più vecchie con altre più nuove.

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