Il peccato più grande di Giuda qual è?

 

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C’è una corrente di pensiero moderna che pone Giuda come uno strumento dell’ineffabile disegno divino, come una parte fondamentale della storia in cui il sacrificio di Gesù era la conclusione del suo viaggio terreno, la chiave della nostra salvezza, d’altronde senza il tradimento di Giuda non avremmo avuto la passione ne la resurrezione. Si può quindi dire che Giuda non è realmente dannato?

 

Quello che ci viene tramandato dai Vangeli nell’ultima cena ci dimostra come Gesù fosse a conoscenza del tradimento di Giuda, mentre tutti mangiavano e bevevano il figlio di Dio si alzò e disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”, si trattava di un avviso di un ultimo tentativo di salvare un anima che si era persa nella tentazione del demonio che in questo caso si configurava nel compenso monetario. In quell’occasione tutti gli apostoli, dispiaciuti di quelle parole, chiesero spiegazioni, temevano di essere loro i traditori, tutti tranne Giuda, e allora Gesù aggiunse: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. Il Figlio dell’uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell’uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell’uomo se non fosse mai nato!” solo in quel momento Giuda, consapevole di quanto fatto, disse: ”Rabbì, parli di me!” e Gesù rispose: “ Tu l’hai detto”.

 

Dalle sacre scritture emerge che Giuda, non solo ha tradito ma non ha avuto rimorso, non si è pentito, poteva cambiare il suo destino e quello del suo mentore ma non l’ha fatto per cupidigia, perché lui era il più umano tra tutti gli apostoli, l’emblema del peccato che si impossessa degli uomini. Interessante in questo senso le rivelazioni consegnate a Santa Veronica Giuliani, la quale sul traditore dice: “Ogni caduta ha premesse nel tempo. Più la caduta è grave e più ha una preparazione. Gli antefatti spiegano il fatto. Non si precipita e non si sale all’improvviso, né nel Bene, né nel Male. Vi sono coefficienti lunghi e insidiosi alle discese e pazienti e santi alle ascese.

Lo sventurato dramma di Giuda può darvi tanti insegnamenti per salvarvi e conoscere il metodo di Dio e le sue misericordie per salvare e perdonare coloro che scendono verso l’Abisso”.

 

Quello che dice Santa Veronica ci fa comprendere la profondità del peccato di Giuda, questi era corrotto nell’animo, era arrivato al tradimento ed all’assassinio di Gesù dopo un percorso di perdizione che durava da tempo, tanto è vero che il suo suicidio non era frutto del pentimento, ma dell’oblio della sua anima, quando si uccide, infatti, il traditore è tormentato dai suoi demoni interiori. La conferma di quanto dice, Santa Veronica l’ha ottenuta in una rivelazione in cui Gesù stesso le ha confidato il dispiacere per quanto il suo protetto aveva fatto: “Tu hai devastato e disperso la tua anima e i doni dati ad essa da Dio. Che ne hai fatto della tua libertà d’arbitrio? Che del tuo intelletto? Hai conservato al tuo spirito la libertà che era sua? Hai usato l’intelligenza della tua mente con intelligenza? No. Tu, tu che non vuoi ubbidire a Me, non dico a Me-Uomo ma neppure a Me-Dio, tu hai ubbidito a Satana. Tu hai usato l’intelligenza della tua mente e la libertà del tuo spirito per comprendere le Tenebre. Volontariamente. Ti è stato posto davanti il Bene e il Male. Hai scelto il Male”.

 

Insomma si potrebbe anche dire che Giuda è stata la prova inconfutabile che l’umanità aveva necessità di essere salvata, magari se lui si fosse pentito prima, Dio avrebbe avuto la dimostrazione che il sacrificio di suo figlio non sarebbe stato necessario, che sarebbe bastato il suo messaggio, ma la scelta arbitraria delle tenebre che ha fatto Giuda era la dimostrazione che la passione era necessaria. Perciò per chi si chiede se Giuda è dannato in eterno legga le parole di Santa Veronica che vi riportiamo di seguito:

 

“Troppi credono che Giuda abbia commesso cosa da poco. Alcuni giungono anzi a dire che egli è un benemerito perché senza di lui la Redenzione non sarebbe venuta e che perciò egli è giustificato al cospetto di Dio.

In verità vi dico che se l’inferno non fosse già esistito ed esistito perfetto nei suoi tormenti, sarebbe stato creato per Giuda ancora più orrendo ed eterno, perché di tutti i peccatori e i dannati egli è il più dannato e peccatore, né per lui in eterno vi sarà ammollimento di condanna”.